Scontro sui numeri

Rinegoziazione dei mutui a Saronno, la replica della Lega: “Servono soldi, nessuno scenario apocalittico”

Il segretario del Carroccio Sala: "Polemica strumentale, i soldi servono e non ci sarà nessuna catastrofe"

Rinegoziazione dei mutui a Saronno, la replica della Lega: “Servono soldi, nessuno scenario apocalittico”
Varese, 22 Maggio 2020 ore 14:47

L’altra sera in consiglio comunale a Saronno la maggioranza, con l’astensione del Presidente della Commissione Bilancio Borghi, ha deciso per la formula più “corposa” per la rinegoziazione dei mutui, differentemente da quanto deciso in commissione. Una serata turbolenta e di scontro. Dopo le parole di Franco Casali di Tu@ Saronno, arriva la replica della Lega.

Rinegoziazione mutui a Saronno, la Lega: “Dalle opposizioni solo propaganda”

Nessuna giravolta, secondo la Lega quella delle opposizioni è “tutta propaganda”. “L’emergenza COVID-19, nei suoi risvolti legati al bilancio comunale, impone una scelta drastica e le opposizioni fingono di non capire – scrive in un comunicato a firma del segretario Claudio Sala la Lega – Per fortuna dei saronnesi la Lega sostiene con convinzione la proposta del Sindaco”. La replica del Carroccio parte…da Roma:

“Da Roma gli aiuti concreti sono prossimi a zero, infarciti di tante promesse, basti pensare che ad oggi soldi veri sono solo i 209 mila euro per l’emergenza alimentare. Dal Governo annunci roboanti di soppressione di tasse e tributi che in pratica sono solo slogan o, peggio, voragini per i comuni che saranno privati di entrate certe non ripianate da trasferimenti statali.  Il bravo Sindaco Fagioli ha visto, nella rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, l’unica opportunità di avere soldi subito disponibili per fare fronte all’emergenza”.

Accordo in commissione, scontro in consiglio

Sulla rinegoziazione in commissione era stato trovato un accordo. Diverso però dalla soluzione poi proposta dal sindaco Alessandro fagioli e votata dalla maggioranza. “In Consiglio Comunale, le opposizioni si sono scatenate prefigurando scenari apocalittici per i saronnesi: pura propaganda elettorale – attacca la Lega – La verità è che servono tanti soldi adesso, in emergenza, e non tra dieci anni; stiamo parlando di una differenza di 15.000 euro all’anno, meno di 50 centesimi a saronnese. Non è la catastrofe paventata dalle minoranze”.

Le due proposte

L’Amministrazione già in commissione aveva presentato tre scenari di rinegoziazione possibili.

La commissione (formata dai rappresentanti, di maggioranza e opposizione) si era accordata su una soluzione intermedia dal maggior costo complessivo di 686.622,57 euro in grado di fornire per il 2020 214.578 euro e 1.349.340 euro fino al 2029. Maggiore costo pro-capite per i cittadini: 73 centesimi.

Quella poi avanzata dal sindaco e approvata era invece più corposa, capace di dare maggiori fondi subito ma al prezzo di maggiori costi fino al 2043: maggior costo complessivo di 1.062.439 euro in grado di fornire per il 2020 410.052 euro e 2.033.896 fino al 2029. Maggiore costo pro-capire per i cittadini: 1,12 euro.

“Differenza minima, vantaggi maggiori”

La Lega difende ovviamente la decisione presa.

“Basta guardare i numeri per capire che tra la scelta dell’amministrazione e quella delle opposizioni la differenza è di poco superiore a 15.000 euro annui. Il vantaggio, per i prossimi 10 anni, si concretizza in 600 mila euro disponibili in più. Il vantaggio immediato nel 2020 è avere a disposizione 412 mila euro invece di 216 mila, quindi 200 mila euro in più da poter spendere per mantenere i servizi al cittadino, che diversamente sarebbero da ridurre di pari importo.  Perché il bilancio va tenuto a pareggio, per obbligo di legge, e in questi mesi le entrate previste non ci sono state: meno multe, meno parcheggi, meno rette degli asili, meno oneri di urbanizzazione, meno TOSAP. Non potendo prevedere il futuro, ma conoscendo bene i nostri inaffidabili governanti centrali non possiamo credere o sperare in trasferimenti generosi agli enti locali. Storicamente, anche in periodi floridi dal punto di vista economico, da Roma i soldi non sono mai arrivati in abbondanza, anzi abbiamo sempre versato più del dovuto per avere indietro le briciole. Quindi è meglio un uovo oggi o una gallina domani? Roma e i suoi decreti hanno stufato, miliardi a destra e sinistra che piovono dal cielo, ma la realtà è ben differente”.

Confrontando i numeri delle due ipotesi, secondo Sala sarebbe “quindi del tutto evidente la strumentalizzazione politica delle minoranze: non si tratta di nessuna pietra tombale o disastro sociale per la città. I soldi servono adesso e nei prossimi anni, per uscire dalla crisi”.

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