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Piazza Mazzini, sì dal Comune alla perizia Zanzi: "Tagli solo se necessari"

Toni decisamente più morbidi rispetto alle scorse settimane, raggiunto un accordo per gli alberi del corso Bernacchi. E a settembre, si torna in commissione

Piazza Mazzini, sì dal Comune alla perizia Zanzi: "Tagli solo se necessari"
Politica Tradate, 24 Luglio 2021 ore 12:08

Si è tenuta ieri, com'era stato anticipato dal sindaco Giuseppe Bascialla dalle pagine de La Settimana di Saronno, l'incontro fra l'Amministrazione e l'agronomo del Comitato "Salviamo gli Alberi di Piazza Mazzini" Daniele Zanzi.

Piazza Mazzini, incontro Zanzi-Amministrazione

Le premesse, viste le durissime parole e le pesanti accuse lanciate solo qualche settimana fa davanti a quasi 200 cittadini, non erano certo serene. Dal microfono, l'agronomo Daniele Zanzi aveva infatti attaccato senza mezzi termini il collega autore della perizia sulla piazza Mazzini e sul progetto del Comune ("un insulto all'intelligenza", l'aveva definito) e il primo cittadino con tutta la giunta, accusati di fare sulla sicurezza degli alberi "terrorismo psicologico".

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Toni che sembra si siano notevolmente abbassati ieri mattina, quando Zanzi ha incontrato il sindaco, il vicesindaco Franco Accordino,  l'assessore ai Lavori Pubblici Alessandro Morbi e quello all'Ecologia Vito Pipolo. Proprio per discutere della perizia che si era offerto di fare gratuitamente sulla staticità e la salute degli alberi, allo scopo di dimostrare che gli abbattimenti previsti dal Comune (di quasi tutti gli alberi presenti ad eccezione dei filari su via Mameli e via XXV Aprile) fossero evitabili.

Ok alla perizia

Da ambo le parti sono state espresse ragioni, dubbi e perplessità sui rilievi della controparte. In un clima sereno, come fa capire il sindaco che parla di un "incontro professionale con un professionista". Zanzi ha esordito spiegando gli appunti fatti in questi mesi dal Comitato, e su tutti l'assenza di prove scientifiche a supporto della decisione di procedere coi tagli.

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Il Comune, dal canto suo, ha ammorbidito la sua linea, fino a qualche settimana fa decisa sul "tirare dritto", rimarcando di non voler tagliare se non necessario. Difficile che si possa fare su corso Bernacchi coi prossimi lavori per la fognatura (ma per i quali Zanzi ha chiesto di poter indicare agli operai del cantiere come procedere per evitare problemi alle radici), più facile, relativamente, per via XXV Aprile e Mameli, dove già in commissione ci si era accordati sul tentare di salvare i grossi alberi.

Ma il dato più importante dalla riunione è l'ok dell'Amministrazione alla perizia di Zanzi sullo stato attuale degli alberi, che dovrebbe essere ufficializzata già nei prossimi giorni. Zanzi dovrà eseguire la verifica secondo protocolli nazionali delle condizioni statiche e di sicurezza degli alberi radicati, la verifica del progetto esecutivo riguardante i sottoservizi per valutarne l’impatto sugli apparati ipogei degli alberi e proporre eventuali suggerimenti operativi atti a minimizzare i danni derivanti dagli scavi.

E la piazza?

Quello di cui sembra non si sia parlato, se non per qualche accenno, è il progetto di rifacimento della piazza, al quale sono attualmente legati la maggior parte dei tagli in programma.

"Per il progetto di riqualificazione i sottoservizi riguarderebbero solo l’illuminazione e di conseguenza gli scavi per la relativa messa in opera non dovrebbero essere così invasivi da mettere a repentaglio la struttura ipogea delle piante - spiegano dal Comitato - Inoltre, non si capiscono le ragioni che hanno portato a sviluppare un progetto che prevede un piano di camminamento ben più alto dell’attuale e che quindi non compatibile con le piante già radicate".

Il primo taglio è già deciso

Dove si tira dritto, invece, è sul primo taglio in programma, quello del tiglio all'angolo tra via Mameli e corso Bernacchi, ritenuto pericoloso per la viabilità dell'incrocio e d'intralcio per il progetto di sistemazione delle due strade.

"Pur comprendendo le ragioni di fondo di tale intervento - concludono dal Comitato -  ci chiediamo se siano state vagliate attentamente tutte le soluzioni possibili per mettere in sicurezza quel tratto stradale senza dover sacrificare la pianta. Ad esempio, visto che uno dei problemi è legato alla velocità con cui auto e pullman percorrono la via, perché non mettere dei dissuasori di velocità che obbligherebbero gli automezzi ad attraversare l’incrocio ad una velocità consona? E inoltre, perché non ridurre via Mameli a una sola carreggiata, restringendola solo sul lato est? Così facendo si otterrebbero due risultati e cioè il rallentamento dei veicoli e l’allineamento di via Mameli con via Toti".

Una possibilità la seconda che in realtà era stata esaminata in una delle tante commissioni sul progetto, scartata quasi all'unanimità dai rappresentanti di maggioranza e opposizione perchè convogliando il traffico su un'unica carreggiata rappresenterebbe un "tappo" viabilistico per tutto il centro.

A settembre, intanto, si tornerà in commissione come chiesto dai consiglieri del Partito Democratico. E in quell'occasione, oltre forse ad esaminare la perizia di Zanzi, potrebbe essercene una terza già commissionata dal Comune.

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