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Ortopedia e ospedale a rischio. Attac Saronno: "Sindaci abbindolati da Bertolaso"

Attac punta il dito anche contro il Direttore Generale dell'Asst Valle Olona: "Vuole privatizzare, dimissioni subito"

Ortopedia e ospedale a rischio. Attac Saronno: "Sindaci abbindolati da Bertolaso"
Politica Saronno, 30 Novembre 2022 ore 18:26

Un ospedale sempre più in difficoltà e una politica che farebbe finta di nulla, secondo Attac Saronno. Che punta il dito anche contro il Direttore Generale dell'Asst Valle Olona Eugenio Porfido chiedendone le dimissioni.

Saronno, ospedale a rischio? Attac: "E' terra di saccheggio"

Di seguito il comunicato stampa di Attac Saronno:

Gli ennesimi provvedimenti giudiziari verso personale ospedaliero e non solo dei giorni scorsi danno l’idea dell’Ospedale di Saronno come “terra di saccheggio” e non come principale presidio sanitario della città.

Sono anche queste le conseguenze di una situazione di abbandono cronico della struttura, che il direttore sanitario e il direttore generale ormai non si peritano nemmeno più di andare a visitare per raccogliere le indicazioni di chi lavora, sempre più solo, mentre chi può fugge verso altre strutture non vedendo prospettive. Un intento molto preciso, quello perseguito dalla Regione Lombardia attraverso Eugenio Porfido, direttore generale dell’Azienda Socio-Sanitaria Valle Olona, che da anni predica il rilancio di una struttura pubblica messa invece dalle sue scelte progressivamente in condizioni di non funzionare con i finanziamenti pubblici.

Porfido fece lo stesso, nel suo precedente incarico, a Cairo Montenotte e Albenga: ospedali privatizzati, nonostante andasse “tutto bene” fino a poco prima. Non accadrà anche a Saronno! Porfido si dimetta subito!

Ma cosa succede all’ospedale di Saronno? Già in situazione critica da prima del Covid, solo nell’ultimo periodo:

  • ha quasi perso (dopo il punto nascite alcuni anni fa e diversi reparti negli anni successivi) la sua storica Ortopedia: l’affidamento a Busto Arsizio dei pazienti saronnesi ne ha provocato la rivolta dei lavoratori di quell’ospedale, oberati da un carico eccessivo di pazienti. Stesso discorso per Cardiologia ormai ridotta all’osso.
  • nel reparto di Rianimazione proprio in questi giorni andrà in pensione uno dei 4 medici rimasti, per cui non è stato pianificato alcun rimpiazzo: ormai non basta più nemmeno la “cooperativa tappabuchi”: se solo si dimettesse un altro rianimatore, tutto l’ospedale rischierebbe di non poter più funzionare!
  • il Pronto Soccorso, di cui – come per Rianimazione - segnaliamo da mesi il collasso è ormai ridotto a un primario e due medici, al punto che per coprire i turni di notte sono stati mobilitati i medici specialisti di Medicina Generale e di Chirurgia, sottraendoli al loro lavoro quotidiano, con gravi disagi per i loro pazienti.

In tutto questo, il neo-assessore alla sanità della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, dichiara che “l’ospedale di Saronno non sarà ridimensionato”, rasentando il ridicolo. E cosa dicono i sindaci del territorio, oltre ad incontrarlo? Nulla! Ma la situazione è drammatica, e loro sono i responsabili della salute pubblica!

Per questo invitiamo le cittadine e i cittadini al nuovo appuntamento questo fine settimana con il gazebo rosso di Attac Saronno per una Società della Cura. Come ogni sabato mattina dalle 10 alle 12,30, in piazza Libertà, sempre pronti non solo a raccogliere firme (siamo già a 800 a fronte delle 500 previste: grazie Saronnesi!), ma anche ad ascoltare e rispondere – se possibile -alle tante domande e lamentele per una sanità pubblica che viene fatta morire per favorire quella privata, che solo chi ha soldi sufficienti può permettersi.

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