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Obiettivo Saronno: "Non abbassiamo l'attenzione sul nostro ospedale"

Obiettivo Saronno non cede il passo sulla struttura sanitaria cittadina: "Si deve procedere con la messa a norma e l'assunzione di personale"

Obiettivo Saronno: "Non abbassiamo l'attenzione sul nostro ospedale"
Politica Saronno, 24 Novembre 2020 ore 16:12

Il gruppo di Obiettivo Saronno torna sul tema dell'ospedale cittadino, in prima linea anche in questa seconda ondata del coronavirus.

Obiettivo Saronno: "Dati impietosi, ospedale depauperato"

Obiettivo Saronno, già promotore di una raccolta firme (che prosegue) per l'Ospedale di Saronno, torna sull'argomento:

"I dati elencati con precisione dal Comitato sono impietosi e non lasciano adito a dubbi su come le forze politiche che hanno preso decisioni in materia di sanità nella nostra Regione, abbiano progressivamente depauperato il nostro ospedale. Il dato globale è di 2,6 posti letto ogni 1000 abitanti senza considerare l’apporto delle strutture private con degenza che, nel nostro territorio, non sono presenti".

I numeri dell'ospedale

"Considerando che nel comprensorio del saronnese è presente un bacino d’utenza, stimato in difetto, di 180.000 abitanti, l’Ospedale dovrebbe avere la disponibilità di 468 posti letto. Qual è invece la situazione attuale? - si chiede Obiettivo Saronno - A seguito della chiusura della maggior parte dei reparti durante la prima ondata del virus, in epoca estiva sono stati riaperti un totale di 130 posti letto per degenze, con solo 16 di questi e una sola sala operatoria per le 5 unità operative chirurgiche (Chirurgia generale, Ortopedia, Urologia, Oculistica, Otorinolaringoiatria). Attualmente l’ospedale ha 155 posti letto di cui l’80% destinato a pazienti covid e il restante 20% (30 posti letto) destinati alla cura delle altre patologie. Le visite ambulatoriali sono aperte solo per urgenze e tutta l’attività annullata durante la prima ondata Covid non è stata più recuperata".

E i 22,5 milioni della Regione?

Si torna a discutere anche sui 22,5 milioni di euro impegnati dalla Regione dopo la prima ondata del Covid, che comunque come facevano notare dal Pd in quei mesi non avrebbero prodotto frutti prima di un paio d'anni.

"Gli ormai famigerati 22,5 milioni di euro più volte sventolati come bandiera nella campagna elettorale per le amministrative dalla Lega, ammontano in realtà a 12 milioni di euro stanziati nel 2014, da allora mai spesi, mentre i restanti sono fondi governativi destinati anche questi a fronteggiare il Coronavirus - rimarcano da Obiettivo Saronno - Nessun nuovo investimento è stato quindi destinato all’ospedale di Saronno dalla Regione, nella prospettiva di farlo tornare ad essere l’ospedale di primo livello che è stato per tanti anni, servendo egregiamente il proprio territorio".

La petizione ha raggiunto 3mila firme

Proprio questo tema è al centro della petizione promossa da Obiettivo Saronno, che ha superato le 3000 firme ed è ancora in corso, purtroppo al momento solo in alcune farmacie, data la situazione contingente.

"La raccolta proseguirà fino a quando il sindaco Airoldi non sarà ricevuto in Regione per discutere concretamente del futuro dell’ospedale - fanno sapere dal gruppo - Siamo fiduciosi che il tema dell’ospedale tornerà al centro delle azioni istituzionali non appena si placherà l’emergenza e che il sindaco fisserà una nuova data per l’incontro pubblico con il Comitato, purtroppo annullato nel mese di ottobre. Il territorio si dovrà muovere insieme, con Saronno come capofila, a prescindere dai colori politici delle diverse amministrazioni dei comuni limitrofi per chiedere che vengano spesi i soldi stanziati per la messa a norma della struttura e che vengano assunti medici e infermieri, attirando nuovamente a Saronno delle eccellenze. L’ospedale è un bene di tutti, come abbiamo sempre ripetuto e come ci dimostra anche in questi giorni il sacrificio incessante di tutti gli operatori sanitari, che lavorano in una situazione estrema e sfiancante con gravi carenze di organico per la salvaguardia della nostra salute. A tutti loro va ancora una volta il nostro grazie e la promessa che continueremo a combattere questa battaglia".

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