L'imprenditore Bramini consulente al Ministero del Lavoro per Di Maio

La conferma oggi alla convention del Movimento 5 Stelle a Roma, in piazza Bocca della Verità.

L'imprenditore Bramini consulente al Ministero del Lavoro per Di Maio
Politica 03 Giugno 2018 ore 13:44

Sergio Bramini, l’imprenditore monzese fallito a causa dei crediti non riscossi che aveva con lo Stato, sarà consulente del Ministero del Lavoro guidato dal vicepremier Luigi Di Maio. La conferma oggi alla convention del Movimento 5 Stelle a Roma, in piazza Bocca della Verità.

Sergio Bramini consulente

La conferma è arrivata direttamente dalla bocca di Di Maio, come riporta il Giornale di Monza ( con video di Di Maio in allegato) che sul palco ha voluto con sè l’imprenditore monzese fallito per colpa dello Stato. Bramini sarà consulente del neonato Governo gialloverde proprio per attuare una riforma delle norme che regolano le procedure di fallimento.

Bramini è già pronto

“Il testo è già pronto”, ha rilanciato l’imprenditore di Sant’Albino caduto in disgrazia perché in credito con enti pubblici che non saldavano, mentre Di Maio ha raccontato d’aver già preso possesso degli uffici del Ministero questa mattina: “Malgrado fosse un giorno di festa, ho voluto mettermi subito al lavoro”.

Chi è Sergio Bramini

70 anni, imprenditore brianzolo e volto, ormai, di quell’Italia produttiva che non ce la fa a causa dello Stato. Perchè Sergio Bramini ha visto fallire la sua azienda, pignorare i suoi beni, nonostante i 4 milioni di euro che gli enti pubblici gli dovevano per il suo lavoro. L’azienda di Bramini operava nel settore dei rifiuti. I debiti erano nati quando, in attesa che lo Stato gli desse quanto dovuto, non volle far mancare un solo stipendio ai suoi dipendenti e garantire il loro lavoro, all’interno di un’azienda che funzionava. Debiti che avevano causato il fallimento dell’azienda, e il passaggio sotto la gestione dei curatori fallimentari.  Che dopo questi anni di difficoltà  hanno iniziato a svendere i beni di sua proprietà e dopo diverse trattative non è stato possibile rinviare ulteriormente la confisca della casa. All’imprenditore erano subito arrivati la vicinanza e il sostegno di Lega e Movimento 5 Stelle. E l’attenzione mediatica, oltre alla lettera scritta da Bramini al Governo uscente, aveva smosso gli ormai ex ministri Calenda e Madia. Che hanno a loro volta scritto al neogovernatore siciliano Nello Musumeci, in quanto gran parte dei crediti vantati da Bramini hanno casa in Sicilia.

QUI LA DRAMMATICA GIORNATA IN CUI BRAMINI E’ STATO SFRATTATO DA CASA