Polemica

Lega Saronno difende Fontana e attacca: “Zona rossa per ostilità del Governo”

Secondo la sezione saronnese del Carroccio, l'inserimento nella fascia con le misure più restrittive della Lombardia è solo una "presa di posizione del Governo" contro la regione

Lega Saronno difende Fontana e attacca: “Zona rossa per ostilità del Governo”
Saronno, 06 Novembre 2020 ore 13:33

La conferenza stampa di ieri, giovedì 5 novembre, in cui i rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità hanno spiegato i parametri che hanno portato alla definizione delle regioni in zona rossa, arancione e gialla, non spegne le polemiche. La Lega Saronno si schiera al fianco di Fontana e attacca duramente il Governo, accusandolo di non avere dati scientifici. Anche se, come spiegato dal Presidente Giuseppe Conte e dall’Iss, questi sono forniti proprio dalle Regioni.

Di seguito il comunicato del Carroccio firmato da Marco Castelli

Lega Saronno contro il Governo e la zona rossa

Sin dall’inizio dell’emergenza Covid abbiamo assistito ad una vera e propria presa di posizione ostile da parte della compagine di governo contro la nostra regione, che è culminata con l’istituzione della zona Rossa in Lombardia. Nonostante sia la regione che ha fatto e continua a fare più tamponi di qualsiasi altra, ad oggi vi sono 4 regioni con il tasso maggiore di positivi ogni 100.000 abitanti, e 5 regioni con il tasso maggiore di positivi ogni 100 tamponi.

Il “caso Campania”

E’ inutile dire che non tutte le regioni maggiormente colpite dai contagi sono state dichiarate zona rossa, a dimostrazione che oltre a non aver dati scientifici a suo supporto, questa è l’ennesima presa di posizione del governo verso la Lombardia. Per essere più specifici non pare strano che la Campania sia considerata Zona Gialla con 19,28 positivi ogni 100 tamponi mentre la Lombardia è Zona Rossa con 17,75 postivi ogni 100?

Difesa di Fontana

E’ altresì inaccettabile imputare al Governatore Attilio Fontana e non al Governo, delle responsabilità riguardo la gestione sanitaria in questi mesi. La filastrocca dell’asse PD-5S si riassume nel dare la colpa di questa situazione a Fontana, che fu il primo a febbraio a chiedere di disporre maggiori controlli per isolare eventuali contagi, mentre gli esponenti più in vista del PD come ad esempio il sindaco di Milano Sala, il segretario Zingaretti, Il sindaco di Bergamo Gori, fiancheggiati dai “Virologi da Talk Show”, si lanciavano in campagne comunicative di grande successo come l’arcinoto “AperiVirus”, “Milano Non si Ferma”, “Il razzismo uccide più del Virus”, e simili.

E’ irrispettoso l’atteggiamento di accusa verso il governatore che ha realizzato in meno di una settimana e in piena emergenza l’ospedale in fiera con 200 posti di terapia intensiva, basandosi unicamente su donazioni di privati e senza gravare di un euro sui contribuenti lombardi, già fin troppo vessati dallo stato centrale, che anche in questo caso si conferma essere inefficiente e dannoso.

Campagna diffamatoria contro la Lombardia

Definire la sanità in Lombardia come “disastrosa” fa parte di un’operazione diffamatoria di lungo corso, che si scontra facilmente con la realtà delle migliaia di pazienti fuori regione che vengono ospitati ogni anno nei nostri ospedali, e le fila di VIP anche della politica che scelgono la “disastrosa” Lombardia per venirsi a curare, come ad esempio il 5 Stelle Casalino che due mesi fa fu ospitato al San Raffaele.

“I lombardi non sono untori”

Peggio ancora troviamo l’accusa verso la popolazione. Sentirsi accusare come lombardi di essere gli untori e i responsabili della pandemia, aggiunge solo vigore al giramento di scatole di essere il motore economico sociale e morale di un paese, ed essere derisi e strumentalizzati dai partiti che, nostro malgrado, sono al governo. Ci auspichiamo che tutti i Lombardi, di qualsiasi estrazione, si facciano forza in questi momenti difficili ritrovandosi uniti nell’affrontare la situazione politicamente grottesca e a livello sanitario quantomeno confusa.

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