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Il sindacato Anaao Assomed Lombardia esprime perplessità sulla riforma sanitaria regionale

“Il Servizio Sanitario Regionale non sia sacrificato a delicati equilibri politici, miranti più a curare i rapporti di forza che a studiare un percorso di durata adeguata alle sfide che incombono"

Il sindacato Anaao Assomed Lombardia esprime perplessità sulla riforma sanitaria regionale
Politica Alto Milanese, 19 Novembre 2021 ore 14:23

Il consiglio regionale di Anaao Assomed Lombarda perplesso sul testo della riforma sanitaria e denuncia assenza di risposte da parte della Regione.

 

 Sindacato critico sulla riforma sanitaria lombarda 

Si è riunito ieri pomeriggio, mercoledì 17 novembre, il Consiglio Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia che, durante la seduta, ha espresso forti perplessità sul testo della Riforma Sanitaria così come licenziato dalla Commissione III e ora in discussione in Consiglio Regionale. Alla luce degli emendamenti presentati e delle proposte scaturite nelle audizioni degli scorsi mesi, il sindacato più rappresentativo della dirigenza sanitaria regionale intende denunciare l’assenza di risposte da parte del legislatore regionale. In particolare, ANAAO segnala:

– Lo scarso coraggio nel cambiare radicalmente un sistema che ha moltissime criticità, presenti da prima della pandemia;

– L’assenza di un ragionamento di sistema sulla rete ospedaliera, nonostante la sua insostenibilità denunciata diverse volte da ANAAO nel corso degli anni;

– Il timore per l’apertura al privato anche sul versante previsto dal PNRR – cioè delle cure territoriali – che ovviamente implica la mancanza di investimenti nella medicina pubblica;

– La timida correzione dell’eccessiva libertà del privato accreditato e contrattualizzato, nonostante alcuni miglioramenti di dettaglio nel testo, comunque insufficienti per un’immediata traduzione pratica.

 Un'occasione persa

Stefano Magnone, Segretario Regionale di ANAAO-ASSOMED Lombardia:

 

“Il Servizio Sanitario Regionale è cosa troppo preziosa perché sia sacrificata a delicati equilibri politici, miranti più a curare i rapporti di forza che a studiare un percorso di durata adeguata alle sfide che incombono. Davvero un’occasione persa”.