"Da rifare"

“Il Piano Lombardia è una legge mancia”: 89 milioni ai Comuni di centrodestra, 4,5 a quelli di centrosinistra a Varese

Il consigliere Samuele Astuti tira le somme dei finanziamenti diretti in provincia di Varese: per ogni cittadino dei Comuni di centrodestra si spendono 240 euro, 41 per quelli residenti in Comuni di centrosinistra

“Il Piano Lombardia è una legge mancia”: 89 milioni ai Comuni di centrodestra, 4,5 a quelli di centrosinistra a Varese
Varese, 16 Ottobre 2020 ore 16:15

Duro attacco del consigliere Pd Samuele Astuti al Piano Lombardia, ex “Piano Marshall” della Regione per il rilancio dell’economia contro la crisi Covid. Il dem attacca duro: “E’ una legge mancia”.

Astuti contro il Piano Lombardia: “Squilibrato e senza strategia”

Centoventi milioni di euro di fondi per i Comuni della provincia di Varese, 89 milioni a quelli di centrodestra e 4 e mezzo a quelli del centrosinistra, con un investimento per cittadino di 240,63 euro per i primi e 41,17 per i secondi. Numeri che testimoniano, secondo il consigliere regionale Pd Samuele Astuti, una sproporzione netta della ripartizione dei fondi del Piano Lombardia. Piano che finanza, sottolinea Astuti, “per la quasi totalità micro opere, rotatorie o manutenzioni ordinarie di strade, senza alcun progetto complessivo”.

“Basta questo a evidenziare che il piano Lombardia da 3,5 miliardi  di euro della giunta Fontana – attacca –  è una legge mancia per alcuni Comuni scelti senza bando e senza criteri di priorità e non è in grado di rilanciare la Lombardia  che, dopo il colpo subito nei mesi scorsi, ha bisogno di ben altro. Il piano va cambiato, puntando sulla rete della sanità territoriale, sulla digitalizzazione e sulla scuola, che sono quasi completamente assenti nell’elenco delle opere della provincia di Varese“.

Il Piano è frutto di una legge regionale, la 9 del maggio 2020, che autorizzava la Regione a contrarre debito per 3 miliardi di euro per opere a favore del rilancio della Lombardia, che si aggiunge a 130 milioni per opere regionali già previste e 400 milioni dati direttamente ai Comuni con un criterio di ripartizione basato sulla dimensione.

A luglio, con l’assestamento al bilancio, una serie di ordini del giorno della maggioranza hanno “suggerito” alla giunta verso quali investimenti destinare le risorse. “Con una successiva delibera, la 3531 del 5 agosto – ricorda il consigliere – senza alcun bando e senza una vera istruttoria, il Piano Lombardia viene declinato in centinaia di interventi, molti dei quali di modesta entità, come il rifacimento di un marciapiede o di un parco giochi”.

L’analisi sulle destinazioni dei contributi

Un’analisi degli interventi elaborata sulla provincia di Varese dal consigliere Astuti rivela la forte sproporzione tra i progetti finanziati nei Comuni guidati da giunte di centrodestra rispetto a quelli di centrosinistra: 240 euro per abitante dei comuni di centro destra contro i 41 di quelli di centro sinistra.  Su 120 milioni di euro di fondi destinati solo 4 e mezzo vanno ai Comuni di Centro sinistra, quasi 89 milioni a quelli di centro destra, il resto a enti diversi quali Comunità montane e Ferrovie nord.

“Il Piano va cambiato. La Regione sta perdendo un’enorme occasione – attacca Astuti – perché distribuisce più di tre miliardi di euro senza criteri precisi e lungimiranti. La giunta ha semplicemente tirato fuori dai cassetti dei progetti che i Comuni avevano segnalato negli anni scorsi senza verificare se siano ancora progetti strategici e soprattutto se possano garantire uno sviluppo sostenibile e una vera ripartenza per la Lombardia. Usare i soldi così può essere utile ai fini del consenso, visto che sono state distribuite soprattutto ai Comuni di centrodestra, ma non è certo utile per il futuro dei lombardi“.

L’ANALISI SU INTERVENTI E FINANZIAMENTI 

Da Piano Marshall a “piano mancia”

“Alle  nostre perplessità per questo ‘piano mancia’ si sono unite le tante voci preoccupate dei sindaci che stanno iniziando a protestare – conclude Astuti -. Queste risorse sono state distribuite a pioggia, senza strategia e  senza priorità. La Regione avrebbe dovuto utilizzare quelle risorse in maniera strategica, per la digitalizzazione, le scuole e  per rinsaldare la rete della sanità a livello territoriale. Niente di tutto questo. Considerato l’errore fatto chiediamo che la Regione riequilibri la distribuzione di risorse per fare in modo che la legge sia davvero un’occasione per guardare al futuro anziché un modo di distribuire soldi che assomiglia solo al passato”.

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