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Botta e risposta

DDL Zan, il Pd di Saronno: "No disinformazione"

La replica del Pd di Saronno dopo le parole degli esponenti del centrodestra contro il Ddl Zan

DDL Zan, il Pd di Saronno: "No disinformazione"
Politica Saronno, 19 Maggio 2021 ore 09:21
DDL Zan, lo scontro a Saronno continua tra maggioranza e opposizioni, dentro e fuori il consiglio comunale. DI seguito il comunicato del Pd di Saronno dopo gli interventi del centrodestra nei giorni scorsi.

DDL Zan, il Pd di Saronno: "No disinformazione"

Sulla stampa localesono apparse alcune prese di posizione di esponenti della destra –centro di Saronno con riguardo al DDL Zan ed alle sue ripercussioni sulla politica locale. Tali comunicati ci appaiono, nello stesso tempo, intimidatori e disinformati.

L’intimidazione è nei confronti di esponenti del mondo cattolico saronnese che, consapevolmente, ritengono che la norma antidiscriminatoria contenuta nel disegno di legge Zan rappresenti una conquista di civiltà e di diritti civili sino ad ora disattesi.

La disinformazione consiste nel fatto che gli esponenti di destra-centro probabilmente non conoscono a fondo il disegno di legge e ne coartano sulla stampa un’informazione distorta proprio al fine di indebolirne il sostegno al livello locale.

Ci spieghiamo.

Si dice nel comunicato a firma Miglino, prima firmataria, che il Ddl Zan “per i suoi contenuti, è oggettivamente controverso e divisivo” e che pertanto “perfino nello stesso movimento femminista… ha provocato fiere contrarietà” giungendo a convalidare la propria contrarietà mediante il richiamo alla posizione della Conferenza Episcopale Italiana.

Ora non sfuggirà ai noti esponenti della destra-centro saronnese che il disegno di legge Zan non è altro che un’estensione della Legge Mancino che ha introdotto nel nostro ordinamento nuovi reati e nuove aggravanti di reato connessi alla discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Grazie alla Legge Mancino l’istigazione all’odio razziale, la discriminazione per motivi religiosi, etnici e razziali, finalmente sono reati e diventano aggravanti specifiche allorché accompagnino la commissione di altri reati.

Qualora il DDL Zan fosse approvato, oltre alla discriminazione razziale e religiosa, nel nostro ordinamento potranno essere configurati altri reati ed altre aggravanti specifiche connesse alla discriminazione sessuale, al genere, all’ orientamento sessuale, all’identità di genere ed alla disabilità. Ora tutto questo non c’è ed il povero ragazzo, dileggiato, malmenato e postato sui social solo perché omosessuale oppure autistico o Down, potrà sperare nei limitati strumenti di tutela che il nostro ordinamento offre quali l’ingiuria, le percosse o la lesione personale. Ben poca cosa se si pensa al dolore inferto al ragazzo “bullizzato” ed alla sua famiglia.

Ma allora quali sono le ragioni ostative all’acquisizione di strumenti più diretti ed efficaci di tutela? E soprattutto, quali sono le ragioni che oppongono realisticamente le forze di destra-centro saronnese?

Qui non c’entra la difesa della famiglia in quanto non c’è nulla nel disegno di legge Zan che vada a disarticolare la sua configurazione tradizionale.

C’è solo da difendere la felicità ed i diritti di tutti anche di coloro che si trovano a vivere una sessualità diversa o di coloro che hanno avuto la sfortuna di nascere disabili o di incontrare la disabilità lungo il percorso della loro esistenza.

Nel DDL Zan non vi è nulla di ideologico e cioè di impositivo su chi la pensa diversamente.

Al riguardo, non sarà sfuggito agli esponenti di destra-centro che all’art. 4 del citato DDL si afferma espressamente “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri¬conducibili al pluralismo delle idee o alla li¬bertà delle scelte, purché non idonee a de¬terminare il concreto pericolo del compi¬mento di atti discriminatori o violenti”. Occorre quindi il “concreto pericolo” del compimento del reato, altrimenti la libertà di espressione e di opinione è libera.

Infine due ultime osservazioni.

Si fa riferimento alla posizione assunta dalla Conferenza Episcopale Italiana sul DDL Zan che secondo i firmatari del comunicato avrebbe “criticato a fondo i contenuti del DDL”.

Niente di più falso.

Sia sufficiente leggere il comunicato della CEI del 26 aprile che riporta proprio le parole di Papa Francesco in Amoris Laetitia: “Ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità ed accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione e particolarmente ogni forma di aggressione e violenza”. Tale “cura” invocata dal Pontefice è proprio quella del DDL Zan. Ancora oggi il Presidente della Conferenza Episcopale, il Cardinale Gualtiero Bassetti in una intervista al Corriere della Sera ribadisce che il DDL Zan andrebbe semmai corretto ma non assolutamente affossato. E ancora “siamo per la difesa e la dignità di tutti”.

E questa non dovrebbe essere una posizione della sola Amministrazione ma da tutti coloro, cattolici e non cattolici, che hanno a cuore la solidarietà tra gli uomini e la dignità di tutti, indiscriminatamente.