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Ciclabili, Azione: "C'è ancora tanto da pedalare a Saronno"

Partono i lavori, ma restano diverse criticità. Azione: "Se ci fosse stato un dibattito si sarebbero potute trovare alternative per risolverle"

Ciclabili, Azione: "C'è ancora tanto da pedalare a Saronno"
Politica Saronno, 12 Dicembre 2022 ore 09:46

Lavori in corso per restyling e realizzazione di nuovi tracciati ciclabili a Saronno, non mancano le perplessità. Saronno in Azione: "Bene i lavori, ma..."

Piste ciclabili, la nota di Saronno in Azione

Da poco sono iniziati lavori in via Milano in vista di un restyling dell’attuale pista ciclabile. A gennaio vedrà la luce anche il cantiere relativo alla ciclabile lungo il secondo tratto di via Roma (da via Piave al comune di Solaro).

Il tutto come annunciato nella serata di presentazione alla cittadinanza dello scorso 19 luglio. Apprezzabili, in merito a questi due progetti, il tentativo di rendere la città maggiormente compatibile con una mobilità “dolce” e lo spirito di apertura al confronto, anche se tardivo, visto che l’ascolto dei saronnesi è arrivato soltanto a progetti già approvati dalla Giunta.

Emergono però non poche perplessità in merito agli aspetti progettuali. In particolare, la ciclabile di via Roma sarà deviata all’altezza della Regina Pacis, per proseguire poi sulla via vecchia per Solaro, dove sarà delimitata unicamente da una striscia. Questo contestualmente all’imposizione del divieto di sosta su un lato della strada e al mantenimento della circolazione automobilistica nei due sensi.

Pur ritenendo migliorativa tale ipotesi rispetto a quella originaria, che correva integralmente lungo via Roma, notiamo come la soluzione proposta possa determinare problemi legati alla sosta disordinata di auto, che facilmente finirebbe per compromettere l’effettiva utilizzabilità della ciclabile. Come già visto nel primo tratto di via Roma, voler mantenere troppe funzioni su una sezione stradale limitata porta facilmente a soluzioni sub-ottimali.

Se ci fosse stato un dibattito prima di arrivare a un progetto definitivo, avremmo chiesto di considerare due possibili soluzioni alternative.

  1. Considerando che tra l’attacco della via vecchia per Solaro e l’ex percorso della Saronno-Seregno, sul quale è previsto in prospettiva un altro percorso ciclabile, ci sono circa 150 metri (lungo via Emanuella), si sarebbe potuta valutare l’ipotesi di sviluppare il tratto terminale della ciclabile lungo il tratto finale della ex ferrovia (immagine allegata). Si sarebbe così dato da subito un senso al comodato d’uso di quella ferrovia, senza dover aspettare di reperire prima qualche importante finanziamento e di individuare le necessarie soluzioni per congiungere il futuro percorso ciclabile dal ponte in ferro dismesso a un qualche punto sicuro, obiettivi, a detta della stessa Amministrazione, difficili da raggiungere.
  2. Un’altra possibile opzione avrebbe potuto considerare l’area oggetto del recupero della ex Parma per realizzare un collegamento alternativo tra l’esistente ciclabile di via Roma e la ex Saronno-Seregno già all’altezza di via Piave, per poi proseguire da lì fino a Solaro.

Ci è stato risposto che il recupero - anche solo di un tratto parziale - della ex Saronno-Seregno sarebbe troppo oneroso. Ci chiediamo però se non fosse meglio realizzare una sola delle due ciclabili in programma, ma risolvendo con essa tutte le possibili criticità.

In ultimo, sul tema ciclabilità, risollecitiamo l’Amministrazione a trovare una soluzione che metta in sicurezza il sottopasso di via I Maggio, tema sul quale si è persa un’occasione nell’ambito della riqualificazione dell’area di via Diaz. Si tratta di un intervento non facile e costoso, ma basta assistere ogni mattina allo slalom di biciclette tra le automobili, spesso di studenti diretti verso il polo scolastico, per rendersi conto di come tale intervento sia ben più importante del recupero della ex Saronno-Seregno. Anche in questo caso, la replica di Casali in merito alla contrarietà di Ferrovienord ad inserire l’intervento nell’accordo col Comune non ci lascia del tutto convinti se pensiamo ad altri interventi meno urgenti inseriti nello stesso accordo.

Riteniamo, quindi, che su questo intervento dovranno essere concentrati eventuali fondi reperibili con bandi sulla ciclabilità, ancor prima del collegamento tra l’ex Saronno-Seregno e via Milano. In sostanza, ci ritroviamo pienamente nello spirito di questi progetti, ma su tempi e modalità di realizzazione c’è ancora molto da “pedalare” per individuare le giuste priorità e soluzioni.

Un serio confronto pubblico dovrebbe avvenire sui progetti di fattibilità tecnico-economica perché possa rivelarsi realmente utile e capace di trarre valore dagli spunti che vengono dalla cittadinanza.

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