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Accertamenti Tari a Tradate, Plebani: “Nove anni dopo, la stessa musica”

Il consigliere di Innovazione Civica: "Il metodo usato per l’accertamento è il medesimo utilizzato da Etruria srl nel 2012 che portò a confusione, ricorsi e aggravio dei costi. Un'alternativa c'era"

Accertamenti Tari a Tradate, Plebani: “Nove anni dopo, la stessa musica”
Politica Tradate, 01 Aprile 2021 ore 17:33

Città in subbuglio per l’invio di 800 avvisi di accertamento Tari. Il consigliere di Innovazione Civica Alfio Plebani: “Cambia il maestro ma la musica è sempre la stessa. C’è differenza tra fare e fare bene”.

Accertamenti Tari a Tradate: cambia la società, cambia l’Amministrazione, non il metodo (e i problemi)

Nel 2012 la firma era quella della società Etruria srl di Grosseto, incaricata dalla Seprio, e il tributo era l’allora Tia. Nel 2021 la carta intestata porta il logo di Area srl, di Mondovì, incaricata dal Comune, e il tributo è la Tari. Qualche differenza ma, nella sostanza, nove anni dopo “la musica è sempre la stessa”. A farsi portavoce dei tanti malumori di cittadini e imprese che in questi giorni stanno ricevendo gli avvisi di accertamento per presunte irregolarità nei versamenti della Tari è il consigliere di Innovazione Civica Alfio Plebani.

“Nel novembre 2012 Etruria srl con sede a Grosseto, società incaricata dal comune di Tradate attraverso Seprio Patrimonio Servizi srl, invia migliaia di accertamenti sulla riscossione della Tassa Igiene Ambientale (meglio conosciuta come tassa rifiuti) – ricorda – Il metodo usato per l’accertamento consisteva nell’ applicare alla tariffa la superficie riscontrata dalla scheda catastale, senza verifica alcuna sulle destinazioni d’uso, sulla reale consistenza e sulle attività svolte”.

Un metodo che quindi ha portato a rilevare come irregolarità tante situazioni che erano invece perfettamente regolari, come ad esempio l’officina esentata dal pagamento della Tari in quanto sostiene già i costi per lo smaltimento dei suoi rifiuti speciali. Posizioni che allora, dopo ricorsi, burocrazie e quant’altro, vennero puntualmente stralciate.

“Il risultato – ricorda Plebani – fu confusione e difficoltà per i cittadini e per gli imprenditori nelle verifiche del caso. La conseguenza? Richiesta di intervento di professionisti per le verifiche di quanto esposto negli accertamenti ricevuti, ricorsi per il rigetto e aggravio economico per i contribuenti. Esito? Innumerevoli accertamenti vengono annullati in autotutela ed altrettanti revisionati nel rispetto dello stato dei luoghi”.

Secondo il consigliere oggi la situazione sarebbe la stessa, tanto che tra gli 800 “avvisati” ci sarebbero anche quelli del 2012 le cui posizioni vennero poi stralciate. E per gli stessi motivi. “Marzo 2021 – ribadisce il consigliere – Area srl con sede a Mondovì (Cuneo), società incaricata dal comune di Tradate, inizia ad emettere accertamenti sulla TARI (Tassa sui Rifiuti). Il metodo usato per l’accertamento, visto il grande successo del 2012, è il medesimo utilizzato da Etruria srl. Vi lascio immaginare quale potrà essere il risultato, soprattutto in questo momento storico di grave crisi sanitaria e socio-economica”.

“L’alternativa più efficiente era possibile”

Problemi e costi per i privati che secondo Plebani si sarebbero potuti evitare se tutto fosse stato gestito direttamente dal Comune:

“L’attività di accertamento doveva essere svolta dai funzionari dipendenti del comune, dando loro valore e riconoscimento. Gli strumenti di verifica in possesso della pubblica amministrazione e la conoscenza del territorio avrebbero fatto la differenza permettendo controlli più puntuali ed evitando quindi confusione e costi ai cittadini. Grosseto ieri e Mondovì oggi non sanno nemmeno dove si trova Tradate. C’è differenza tra fare e fare bene”.

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