Tradate

A Tradate dimezzate le ore di sostegno ai minori, il Pd: “Ancora una volta danneggiati i più deboli”

La decisione ha messo in difficoltà le famiglie, costrette a scegliere fra l'affrontare nuove spese per un servizio sempre garantito dal Comune o mettere a rischio l'educazione dei propri figli con esigenze particolari

A Tradate dimezzate le ore di sostegno ai minori, il Pd: “Ancora una volta danneggiati i più deboli”
Tradate, 18 Novembre 2020 ore 11:33

Col passaggio obbligato alla Didattica a Distanza gli studenti che necessitano di sostegno sono quelli che rischiano i disagi maggiori. Per questo, i consiglieri del Pd Mauro Prestinoni e Marco Viscardi hanno presentato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione di Tradate il perchè della decisione di dimezzare le ore di sostegno.

Ore di sostegno dimezzate a Tradate

Costretti a casa, lontano dagli amici e dai compagni di classe. La Didattica a Distanza obbligatoria, ritenuta necessaria dalla Regione e dal Governo per frenare l’avanzata della seconda ondata di coronavirus, rischia di mettere a dura prova l’educazione e il benessere degli studenti e dei minori di seconde e terze medie e superiori che da alcune settimane nonostante le promesse di tutte le istituzioni di non chiudere le scuole si sono trovati, sostanzialmente, nella stessa situazione della primavera. A casa, con lezioni solo a distanza, impossibilitati a qualsiasi forma di relazione extrafamiliare che non passi da uno strumento virtuale.

Una situazione ancor più difficile come si può immaginare per quegli studenti che già avevano bisogno di sostegno in classe. Studenti con bisogni particolari di cui si fa carico il Comune a garanzia di una formazione equilibrata e adattata alle loro esigenze particolari. Ma che, dopo il Dpcm del 3 novembre, Tradate ha deciso di ridurre del 50% dimezzando il proprio contributo rispetto al periodo di lezioni in presenza.

Superiori escluse

Una decisione che ha messo in difficoltà in primis le famiglie di quei minori, che ora devono decidere se ridurre il sostegno, a distanza, ai propri figli o spesso trovare il modo per pagare di tasca propria una parte del servizio fino a prima garantito dal Comune. Un “bivio” in cui fortunatamente, grazie all’intervento della Regione con un contributo ad hoc, non riguarda le famiglie degli studenti delle superiori.

Ma per gli altri il problema resta, e per questo i consiglieri del Pd hanno presentato un’interrogazione che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale.

Nell’interrogazione, si chiede di conoscere “quali siano le ragioni di bilancio che hanno spinto l’Amministrazione Comunale ad effettuare questa scelta, colpendo un servizio che invece altri Comuni della nostra provincia hanno mantenuto, quale siano le motivazioni di un taglio lineare al 50% per tutti gli utenti di questo servizio, invece di un’analisi caso per caso che poteva eventualmente portare a riduzioni differenti a seconda delle reali esigenze di ogni singolo utente e per quale motivo la comunicazione di tale riduzione sia stata fatta in via indiretta dai Servizi sociali, utilizzando le Cooperative come parafulmine delle previste lamentele delle famiglie“.

Infine, i due consiglieri chiedono di rivedere la decisione presa dall’Amministrazione “che penalizza ancora una volta i più deboli e le loro famiglie. Su questo genere di servizi non si possono fare passi indietro”.

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