Tradate

Il premier Conte premia la cooperativa Baobab

Vince il premio "welfare champion 2020" per essersi distinta per l’attenzione ai lavoratori, per aver fatto crescere il benessere socio- economico e per l'impegno in ambito sociale anche nel periodo del Covid.

Il premier Conte premia la cooperativa Baobab
Tradate, 27 Settembre 2020 ore 10:17

 

Un pezzo di Tradate brilla sul palco del Welfare Champion 2020, la manifestazione promossa da Generali (giunta ormai alla sua quinta edizione) che premia le aziende che si sono distinte per l’attenzione al benessere e alla tutela dei lavoratori e per l’impegno in ambito sociale. Tra le aziende del terzo settore convocate a partecipare alla cerimonia, che si è svolta a Roma martedì, c’era infatti anche la Cooperativa Sociale Baobab, che con i suoi 16 anni di attività è ormai punto di riferimento in ambito educativo, sociale e assistenziale sul territorio.

È stato il premier Giuseppe Conte in persona a consegnare l’ambito riconoscimento al presidente Maurizio Martegani, che a sua volta ha omaggiato il Presidente del Consiglio di una copia del libro “Il Piccolo Principe” (a cui la cooperativa da sempre si lascia ispirare), nell’edizione curata da SociaLibri, branca della Baobab che si occupa di libri ad alta leggibilità.

Il presidente di Baobab Maurizio Martegani premiato a Roma dal premier Giuseppe Conte

 Un premio sulla resilienza

In questa edizione 2020, la valutazione che ha portato alla scelta delle aziende vincitrici ha tenuto conto dell’evoluzione del modello di impresa nei mesi caratterizzati dall’emergenza coronavirus. La Baobab come le altre 78 imprese vincitrici hanno infatti dimostrato di saper reagire alle difficoltà puntando sull’attenzione alla persona, e tutelando il più possibile la salute e la serenità economica dei dipendenti e delle loro famiglie. «Nel contesto Covid-19, le aziende con un welfare più maturo hanno avuto maggiore capacità di reagire all’emergenza e sono state punto di riferimento per la comunità. Sanità, sicurezza, assistenza, formazione, conciliazione vita lavoro si confermano le aree di maggiore intervento», emerge dal rapporto Welfare Index PMI.

 Fare impresa in tempo di Covid

«Durante il lockdown la segreteria e la direzione hanno lavorato in smart working. Il personale educativo e parte dello staff di direzione ha potuto usufruire della cassa integrazione e, in alcuni casi di recupero ferie e permessi», fa sapere la Baobab. «Ma abbiamo sperimentato anche un nuovo modo di lavorare: anche se abbiamo dovuto rinunciare ai servizi in presenza, non ci siamo fermati: abbiamo utilizzato i social network per poter stare vicini alle famiglie, ai bambini, e a tutti i clienti che usufruiscono dei nostri servizi, continuando a proporre attività ludico-didattiche e di supporto alla studio. Inoltre, grazie allo stretto legame col territorio curato nel corso degli anni, la nostra cooperativa si è subito mossa per attivare una rete di contatti e relazioni che hanno permesso di raccogliere e donare mascherine a diverse realtà (parrocchie, reparti di ospedali pediatrici, arma dei carabinieri), di donare un Ozonizzatore alla Croce Rossa e di consegnare, con l’aiuto della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, ben 200 spese alimentari a persone in condizione di bisogno».

 

16 anni di presenza sul territorio

La Cooperativa è nata a Tradate nel settembre 2004 e si è rapidamente imposta come una delle maggiori realtà del territorio in ambito di servizi educativi e di assistenza alla persona, rivolgendosi sia ad un’utenza di bambini e ragazzi, sia ad anziani e disabili. Oggi conta 58 soci, 127 tra dipendenti e collaboratori, 563 bambini e ragazzi iscritti ai servizi educativi pomeridiani, 137 assistenze scolastiche e domiciliari rivolte a minori e 104 rivolte agli adulti, e l’attivazione di un servizio di tutoraggio per minori per Bes e Dsa (progetto Meta).

Oltre ad affiancare le famiglie nel percorso scolastico e parascolastico dei loro figli, la Baobab col tempo ha visto nascere numerosi altri progetti, dalla casa rifugio Il Volo (che finora ha accolto 36 donne in condizioni di fragilità con i loro figli); alla Casa del Grano (centro diurno per minori ad alta intensità educativa, che fornisce anche percorsi di supporto alla genitorialità). Nel 2018 è nato il progetto “Socialibri” che ha messo a punto e brevettato un tipo di font pensato per chi ha difficoltà d’apprendimento (DSA), ed ha poi stretto la collaborazione con la cooperativa San Carlo di Tradate e la casa editrice romana Ancora, che ha portato alla pubblicazione di 10 titoli per la Collana “Parole in chiaro”. L’ultimo arrivato nella grande famiglia della Baobab è il centro medico Kairos, inaugurato nel settembre 2019, che fornisce una serie di servizi medici e cure complementari (dalla puericultrice all’osteopata).

 Ricostruiamo il futuro per le persone e le comunità

“La pandemia ancora in corso, ci sta interrogando come soggetti e come cooperative su come vogliamo ricostruire il futuro per le persone, e tra queste le più deboli, e in genere per le comunità nelle quali viviamo. – ha illustrto il presidente di Baobab Maurizio Martegani – Penso che la sfida sia di grande e ampia portata, ma credo anche che abbiamo le energie per interpretarla fronteggiarla, ed uscirne più consapevoli e quindi capaci di risposte per realizzare uno stato di benessere sociale diffuso. Sono certo di questa risposta, perché fin da subito, pur nella tragicità e nell’indeterminatezza della situazione emergenziale, c’è stata una straordinaria resilienza da parte delle cooperative, che testimonia la vitalità di chi per mission è legato al proprio territorio e per questo, ancor più di prima, sono state punto di riferimento per proteggere la salute delle persone, garantire reddito anche oltre le tutele di legge, aiutare concretamente le persone. La cooperazione in questa crisi ha svolto in modo formidabile la sua funzione sociale e proprio con questa immutata consapevolezza potrà spendersi per mettere a terra le iniziative e i piani di ampio respiro che l’Europa ha condiviso e si appresta a rendere operativi.

La sostenibilità dovrà essere il comune denominatore che dovrà unire tutti i progetti di ripresa, un modo concreto di fare bene impresa che coniugherà la ripartenza delle imprese e lo sviluppo del Paese e quindi la qualità di vita delle persone. Anche per questo da tempo sosteniamo che una rinnovata alleanza di co-progettazione tra pubblico e terzo settore e l’apertura alla collaborazione con le imprese profit possano essere la chiave di volta per una ricostruzione del welfare, perché veramente quest’incontro potrà diventare rilevante per la comunità, generando risultati sociali ed economici migliori di quelli pre-covid.

E se questi progetti di ripartenza sapranno mettere al centro, l’educazione e la formazione dei nostri figli, l’assistenza agli anziani e alle persone fragili, la tutela della salute, i percorsi di conciliazione vita e lavoro, il benessere delle persone nelle comunità BaobabCooperativa Sociale si renderà partecipe e protagonista di questo percorso di sviluppo sostenibile”.

 

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