Decreto Agosto

Sgravi fiscali solo per le aziende del Sud. Lega: “Penalizzati i territori più colpiti dall’emergenza”

I tre deputati varesini contro la norma contenuta del Decreto Agosto: "Le aziende più colpite dalla crisi escluse dai benefici, Nord ancora una volta penalizzato"

Sgravi fiscali solo per le aziende del Sud. Lega: “Penalizzati i territori più colpiti dall’emergenza”
Varese, 13 Ottobre 2020 ore 19:38

Nel Decreto Agosto, il Governo ha inserito una norma che prevede decontribuzione e sgravi fiscali per le aziende del Sud Italia. Bocciata in aula l’ordine del giorno della Lega che chiedeva un’estensione della misura a tutto il Paese.

Sgravi fiscali per le aziende del Sud, rabbia della Lega

Uno sgravio del 30% sulle spese di contribuzione per le aziende  del Sud Italia. L’articolo 27 del Decreto Agosto, oggi convertito definitivamente in legge alla Camera, riaccende lo scontro fra le due parti del Paese. Una norma che, lamentano i deputati varesini della Lega Matteo Bianchi, Dario Galli e Leonardo Tarantino, “di fatto esclude dal beneficio le zone del paese la cui economia è stata maggiormente colpita dal Covid. Le aziende del Nord risultano quindi svantaggiate nella libera concorrenza negli appalti pubblici”.

Escludo chi perde più Pil

Insomma, all’interno del Decreto che dovrebbe contenere le misure economiche per aiutare i territori colpiti dall’emergenza economica a riprendersi, secondo i deputati si sarebbero ignorati proprio i reali effetti economici della crisi.

“I criteri per individuare i territori beneficiari dello sgravio non sono stati quelli di un’analisi legata agli effetti economici negativi dovuti all’emergenza sanitaria sopravvenuti, ovvero il calo stimato del Pil locale. E così le regioni per cui si stima una contrazione del PIL più elevato, come il centronord e la Lombardia, vengono escluse dal beneficio mentre vengono inclusi i territori in cui l’emergenza coronavirus ha generato conseguenze minori, ovvero le regioni del sud” prosegue la nota.

Niente correzione: va bene così

I tre avevano presentato un’ordine del giorno per chiedere di “correggere il tiro” ed eliminare la differenza territoriale, estendendo a tutto il Paese uno sgravio fiscale per altro chiesto da anni a gran voce dalle associazioni di categoria e dalle aziende. Ordine del giorno bocciato in toto dalla maggioranza.

“Storture al limite della concorrenza sleale”

“La presenza di regole diverse tra aziende che operano comunque all’interno di un unico territorio nazionale rischia fortemente di creare storture al limite della concorrenza sleale. Si pensi ad esempio alla agli investimenti pubblici che peraltro il governo intende rilanciare come strumento di ripresa economica: in molti appalti, nelle gare di comuni, province e regioni nei prossimi mesi si troveranno a gareggiare aziende beneficiarie di questa importante decontribuzione, quelle delle regioni del Sud, ed altre che questo vantaggio determinante non lo avranno, quelle del resto d’Italia, lombarde e varesine“.

“Un danno alle aziende del Nord firmato Pd e M5S”

I tre non intendono incassare silenziosamente. Secondo Tarantino, “questa decontribuzione è importante e sostanziosa ma il Governo si è fermato alle vecchie logiche nord-sud anziché focalizzare nella realtà le economie locali maggiormente colpite”. Duro Bianchi, che parla di “norma palesemente discriminatoria che penalizza, ancora una volta, un territorio resiliente ma che non potrà esserlo all’infinito“. Chiude Galli: “E’ giusto sostenere le imprese, ma così si aiutano alcune aziende a scapito di quelle della parte più produttiva del Paese. Questo provvedimento, a mio avviso costituzionalmente illegittimo, mette imprese che fanno lo stesso lavoro in condizioni diverse nel partecipare a gare pubbliche, con distorsione del mercato a danno delle aziende del Nord“.

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