Economia

Nel Varesotto da febbraio a settembre chieste oltre 7 milioni di ore di cassa integrazione

Il 15% delle imprese varesine ha chiesto la CIG. Sul tavolo anche i dati sul Reddito di Cittadinanza: quasi la metà è stato inserito in un percorso di orientamento

Nel Varesotto da febbraio a settembre chieste oltre 7 milioni di ore di cassa integrazione
Varese, 10 Novembre 2020 ore 18:12

In sette mesi sono state richieste più ore di cassa integrazione che in tutto il 2009, il primo anno dopo la crisi economica del 2008. I dati sull’impatto della crisi scatenata dall’emergenza Covid sul Tavolo Unico Provinciale del Lavoro.

Cassa Integrazione richiesta da un’azienda su 6

Si è riunito il 5 novembre il Tavolo Unico Provinciale del Lavoro, istituito il 29 maggio 2019 con la finalità di garantire una sede di confronto tra la Provincia di Varese e le parti sociali in merito alle politiche del lavoro e presieduto dal Consigliere provinciale con delega al lavoro Mattia Premazzi.

Sul tavolo della riunione, riunitasi a distanza, il report statistico  predisposto da Camera di Commercio di Varese con informazioni sulla situazione economica e occupazionale della provincia di Varese, che ha inteso evidenziare l’impatto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e della crisi economica sul territorio.

I numeri del Varesotto

In merito all’utilizzo della Cassa integrazione in deroga, il primo dato che emerge è che il numero di ore utilizzato (7.688.884) nel periodo d’emergenza Covid-19 monitorato (febbraio- settembre 2020) supera quello utilizzato in tutto l’anno 2009, il primo dopo la crisi del 2008.

Colpisce inoltre che le percentuali delle aziende interessate in provincia di Varese (15.5%) e del numero di addetti coinvolti (11.6%) sono tra le più alte in Lombardia. Nel periodo monitorato (gennaio – settembre 2019/2020) gli avviamenti segnano un calo del 38.55%.

Uno dei settori più colpiti è quello turistico e del trasporto aereo.

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Novità nel mondo del lavoro

Sono stati poi forniti aggiornamenti sul Piano Provinciale Disabili, che, dopo anni in cui non era stato avviato in tutte le sue azioni e con l’utilizzo di tutte le risorse, finalmente prevede sia servizi a favore dei disabili con il Masterplan 2018 (Dote unica lavoro disabili), sia incentivi e contributi a favore di aziende che assumono disabili o li accolgono in percorsi di tirocinio con il Masterplan 2019 (Dote Impresa).

Tra le novità, oltre all’avvio della nuova figura del Promoter 68 già evidenziata nel precedente Tavolo, si segnala l’avvio di misure per far fronte all’emergenza epidemiologica e alla crisi economica: incentivi per il mantenimento (ovvero proroga di rapporti a termine o trasformazioni a tempo indeterminato), aumento delle risorse sul mantenimento utilizzando risorse avanzate nelle precedenti annualità, introduzione di azioni specifiche anti-covid come il rafforzamento della formazione e del tutoraggio per persone disabili occupate.

Entro fine anno sarà approvato il Masterplan 2020 che riguarderà interventi sugli anni 2021-2022. La Regione Lombardia ha già anticipato che per la Provincia di Varese sarà disponibile un finanziamento di 1.427.856 euro, sostanzialmente sul livello degli anni precedenti.

L’implementazione del Piano provinciale disabili verrà corredata quest’anno (entro il 31 dicembre 2020) dalla sottoscrizione a livello provinciale di una nuova convenzione quadro per l’inserimento lavorativo di disabili deboli in cooperative sociali di tipo B a fronte di commesse di lavoro affidate loro da aziende obbligate per legge.

I numeri del Reddito di Cittadinanza

Inoltre, sono state fornite informazioni sull’attuazione del Reddito di cittadinanza nel territorio provinciale. A tale scopo sono stati inseriti 28 navigator presso i Centri per l’impiego con un contratto a termine fino a marzo 2021. Dall’ultimo rilevamento (30/9/2020) i beneficiari notificati ai Centri per l’impiego della Provincia di Varese sono 4963, di cui 2300 sono stati avviati in percorsi di orientamento, formazione e inserimento al lavoro. Si segnala che 1200 beneficiari sono decaduti. Gli altri sono ancora da convocare.

I beneficiari assegnati ai CPI lombardi sono 83.421. L’agenzia nazionale ha comunicato che 15.469 di questi beneficiari ha avuto almeno un rapporto di lavoro e 7.728 di essi sono ancora attivi. Sono stati attivati anche Progetti di Utilità Collettiva (PUC) anche se persistono ancora dei problemi tecnici, dovuti al malfunzionamento dei portali e dei sistemi
informatici. E’ stata costituita una ricca rete di operatori. La Provincia di Varese ha proposto un accordo di collaborazione con i dodici ambiti territoriali, ovvero la rete dei comuni che ha il compito di coordinare i servizi sociali. Cinque sono stati sottoscritti.

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