Miele

Il Varesotto, “oasi” delle api: imprese su del 7% in 5 anni

Coldiretti: "Si continua a credere in questo settore, Varese è terza in Lombardia"

Il Varesotto, “oasi” delle api: imprese su del 7% in 5 anni
Varese, 13 Febbraio 2020 ore 10:30

Nonostante le difficoltà e un bilancio pesante nel 2019, l’apicoltura continua a crescere nel Varesotto.

Api e apicoltura, annata nera ma non si molla

Varese e la sua Provincia non rinunciano al miele: nonostante un’annata nera, l’ultima, per tutto il comparto che ha visto perdere oltre il 70% della produzione (fino a meno 90% invece per il miele d’acacia) si continua a credere nel settore dell’apicoltura. A confermarlo i dati raccolti da un’indagine della Camera di Commercio di Milano in collaborazione  con Coldiretti Lombardia: la provincia prealpina è tra le più virtuose in Lombardia per il settore.

Cento imprese, Varese è terza in Lombardia

Il settore dell’apicoltura nel Varesotto conta 94 imprese, con una crescita del 7% nell’ultimo quinquennio, facendone la terza provincia per numero d’imprese dopo Brescia e Bergamo, che ne hanno rispettivamente 119 e 110, Pavia con 84 imprese e Sondrio con 81 imprese, Milano con 70, Como con 64, Lecco con 40 imprese, Lodi con 18 imprese. Mantova ne ha 31, Cremona 15, Monza Brianza 37. E a queste 94, vanno aggiunte le decine di hobbisti che si occupano di api e miele. 

Una Regione che profuma di miele, ma che soffre

In Lombardia sono presenti circa 160mila alveari, custoditi da oltre 6mila appassionati tra professionisti e hobbisti che producono miele, propoli, cera e altri derivati. Nel 2019 la produzione regionale è stata più che dimezzata dalle bizze del clima. A periodi particolarmente siccitosi, infatti, si sono alternate settimane piovose e fredde che hanno influito negativamente sul lavoro delle api.

Difendere la qualità

In questa situazione, per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, il consiglio è quello di verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure di rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna Amica: come sottolinea Maria Mineo Soldavini, apicoltrice,

nel Varesotto il 2019 è stato un anno da dimenticare: il clima ha pesantemente condizionato l’intera annata, pregiudicando il raccolto del miele d’acacia, che è crollato del 90%, con punte di azzeramento totale, e ridimensionando fortemente quello delle altre varietà principali, come il castagno”.

Un miele unico, Made in Varese

Sono 5.926 le imprese italiane attive nella produzione di miele, in crescita del 6% in un anno, per un totale di 3.611 addetti (+9% in un anno, +34% in cinque). Nella provincia prealpina si produce, peraltro, una delle poche dop italiane del comparto, il “Miele Varesino“: un miele monoflorale di acacia, prodotto da alveari localizzati, nel periodo di bottinatura del nettare, all’interno del territorio della Provincia di Varese che deve essere estratto da favi e preparato per la commercializzazione all’interno dello stesso territorio. Ha caratteristiche precise, dal colore da trasparente a giallo paglierino, a un profumo delicato, leggero, privo di odori marcati; il sapore è spiccatamente dolce, l’aroma delicato, confettato e vanigliato. Allo stato fisico, si presenta tipicamente liquido, cristallizzazione rara e comunque molto ritardata.    

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