Aerei e diritti

Clausola discriminatoria: la Cassazione condanna Ryanair

La compagnia irlandese avrebbe tenuto una condotta "antisindacale e discriminatoria"

Clausola discriminatoria: la Cassazione condanna Ryanair
Economia Gallarate, 22 Luglio 2021 ore 12:54

La corte di Cassazione a sezioni riunite ha emesso sentenza definitiva di condanna nei confronti di Ryanair, la quale dovrà risarcire la Filt Cgil di Bergamo con una somma pari a 50mila euro per danni morali e 9mila di spese legali. La compagnia irlandese infatti avrebbe inserito una clausola del contratto per il personale di bordo ritenuta discriminatoria. A darne notizia è stato stamattina (giovedì 22 luglio) il Corriere della Sera Bergamo.

Tale clausola ribadiva la validità del contratto esclusivamente se i dipendenti avessero effettuato una contrattazione diretta con il datore di lavoro, senza ricorrere a interruzione delle proprie mansioni o ad altre iniziative di natura sindacale. La Cassazione ha sottolineato l’effetto "dissuasivo" a partecipare ad attività sindacali, rendendo sconveniente per aspiranti lavoratori e dipendenti candidarsi a ruoli all'interno del sindacato, poiché avrebbero rischiato un trattamento "non favorevole" da parte dell'azienda. L’Appello sempre secondo la corte ha quindi "correttamente ritenuto che non vi erano dubbi che la politica di gestione del rapporto di lavoro da parte della società, per quanto riguardava l’attività sindacale, fosse una politica discriminatoria".

Da parte sua, Ryanair ha sempre contestato l'autorità giuridica dell'Italia sulla questione, motivando con la natura di territorio irlandese dei suoi aerei, su cui il personale lavora, il perfezionamento dei contratti in Irlanda ed il riconoscimento esclusivo da parte sua del sindacato presente in quel paese, il quale era strutturato su di una relazione diretta con i lavoratori.

La Cassazione ha però riconosciuto come gli effetti di tale clausola discriminatoria si sarebbero potuti riprodurre in Italia, inoltre ha ricordato come la discriminazione del lavoratore sulla base del sindacato di appartenenza sia condannata dalla direttiva europea e del riconoscimento della libertà sindacale secondo la Costituzione italiana.

I rappresentanti sindacali hanno dichiarato l'intenzione di impiegare i soldi del risarcimento per la difesa dei diritti dei dipendenti di Ryanair e che continuerà la battaglia fino a quando non saranno tutelati tutti i lavoratori della compagnia irlandese.