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Apocalisse-Brexit: l’agroalimentare di Varese paga il prezzo più caro, danni per 89milioni di euro

L’export della provincia prealpina verso il Regno Unito è il più alto rispetto a quello degli altri territori lombardi, compresa l’area metropolitana milanese.

Apocalisse-Brexit: l’agroalimentare di Varese paga il prezzo più caro, danni per 89milioni di euro
Economia Varese, 05 Giugno 2018 ore 17:43

Apocalisse-Brexit, è l’agroalimentare di Varese a pagare il prezzo più caro con danni-record per 89 milioni di euro

Apocalisse-Brexit

Triste sorpresa: è Varese la provincia più colpita dalla Brexit, che costerà al comparto agroalimentare prealpino danni per oltre 89 milioni di euro. Una vera ecatombe, se si considera che il territorio prealpino – quanto a export legato al settore primario – supera persino la provincia della metropoli lombarda (‘staccata’ di due milioni di euro) e tutte le altre terre lombarde, compresi gli areali più a sud della regione, dove il territorio agricolo disponibile è maggiore. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Lombardia su dati Istat in merito agli effetti della peggiore ipotesi di Brexit senza accordo il 29 marzo prossimo, messo a punto da alti funzionari del governo britannico.

I prodotti più esportati

Tra i prodotti lombardi più importati dal Regno Unito – precisa la Coldiretti regionale – ci sono prodotti da forno, carne lavorata e conservata e prodotti a base di carne, prodotti delle industrie lattiero-casearie, vino, ma anche prodotti della lavorazione di granaglie e prodotti amidacei, ortofrutta.

Varese prima in classifica

A livello provinciale – continua la Coldiretti – i territori che esportano di più sono, come detto, la ‘nostra’ provincia di Varese con 89 milioni di euro di export agroalimentare in UK, seguita da quelle di Milano con 87 milioni di euro, Mantova con più di 59 milioni di euro, Bergamo e Brescia con oltre 48 milioni di euro ognuna, Cremona con oltre 41 milioni di euro, Lecco con più di 38 milioni di euro, Como con quasi 38 milioni di euro, Lodi con più di 36 milioni di euro, Pavia con 29 milioni di euro, Monza Brianza con 6 milioni di euro e infine Sondrio con quasi 4 milioni di euro.

“Una Brexit senza accordo – rimarca il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori – è un’eventualità drammatica per i sudditi della Regina, ma anche per le imprese italiane particolarmente attive su un mercato molto importante per il cibo e le bevande nostrane”.

A livello italiano, invece, con lo scenario apocalittico andrebbero in fumo 3,3 miliardi di esportazioni agroalimentari Made in Italy in Gran Bretagna realizzati lo scorso anno.

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