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"Suicidio occidentale": Federico Rampini ospite in Frera

 Nell'ambito del Festival "Mulini letterari" l'editorialista del Corriere della Sera presenterà il suo ultimo libro lunedì 23 maggio alle 21.

"Suicidio occidentale": Federico Rampini ospite in Frera
Cultura Tradate, 16 Maggio 2022 ore 10:14

 

Lunedì 23 maggio alle 21 la Biblioteca Frera ospiterà l'incontro con Federico Rampini, editorialista del Corriere della Sera e autore del libro "Suicidio occidentale", edito da Mondadori (2022). Nel libro descrive in un'analisi mondiale la situazione critica e preoccupante che stiamo vivendo e che abbiamo visto nascere il 24 febbraio tra Russia e Ucraina.

 

Rampini in Frera nell'ambito del festival Mulini Letterari

L'incontro si svolge nell'ambito del festival "Mulini Letterari", che quest'anno è alla sua seconda edizione. Si tratta di un festival che unisce idealmente le 46 amministrazioni del Sistema Bibliotecario attraverso eventi di promozione della lettura e delle biblioteche diffusi sul territorio. Il tema che accompagnerà gli eventi nel 2022 sarà "confini"(per rimanere informati www.muliniletterari.com). E' gradita la prenotazione su C'é Posto/Biblioteca Frera. Ingresso fino ad esaurimento posti con mascherina FFP2.

 "Suicidio occidentale" : l'analisi della situazione mondiale nel libro di Rampini

Una sconfitta culturale prima che politica: è il messaggio lanciato col  nuovo libro di Rampini ( edito da Mondadori) in cui l'autore riflette sulla crisi in corso negli Stati Uniti, sullo spettro del declino dell'Occidente e sull’attacco alla democrazia di cui la guerra contro l'Ucraina da parte della Russia è un messaggio inequivocabile.

La tesi di  Suicidio occidentale è chiara: l'attacco dell'Oriente verso l'Occidente è colpa nostra perché abbiamo perso i nostri valori. Ancora una volta, e dopo il successo di Fermare Pechino, Federico Rampini esplora il disastro in corso, avvertendoci delle possibili conseguenze.

"Se un attacco nel cuore dell’Europa ci ha colto impreparati, è perché eravamo impegnati nella nostra autodistruzione. - nella presentazione di Mondadori sul Suicidio occidentale -  Il disarmo strategico dell’Occidente era stato preceduto per anni da un disarmo culturale. L’ideologia dominante, quella che le élite diffondono nelle università, nei media, nella cultura di massa e nello spettacolo, ci impone di demolire ogni autostima, colpevolizzarci, flagellarci. Secondo questa dittatura ideologica non abbiamo più valori da proporre al mondo e alle nuove generazioni, abbiamo solo crimini da espiare. Questo è il suicidio occidentale. L’aggressione di Putin all’Ucraina, spalleggiato da Xi Jinping, è anche la conseguenza di questo: gli autocrati delle nuove potenze imperiali sanno che ci sabotiamo da soli. Sta già accadendo in America, culla di un esperimento estremo. Questo pamphlet è una guida per esplorare il disastro in corso; è un avvertimento e un allarme. Gli europei stentano ancora a capire tutti gli eccessi degli Stati Uniti, eppure il contagio del Vecchio continente è già cominciato. Nelle università domina una censura feroce contro chi non aderisce al pensiero politically correct, si allunga la lista di personalità silenziate, cacciate, licenziate. Solo le minoranze etniche e sessuali hanno diritti da far valere; e nessun dovere. L’ambientalismo estremo, religione neopagana del nostro tempo, demonizza il progresso economico e predica un futuro di sacrifici dolorosi oppure l’Apocalisse imminente.

I giovani schiavizzati dai social sono manipolati dai miliardari del capitalismo digitale. L’establishment radical chic si purifica con la catarsi del politicamente corretto. È il modo per cancellare le proprie responsabilità: quell’alleanza fra il capitalismo finanziario e Big Tech pianificò una globalizzazione che ha sventrato la classe operaia e impoverito il ceto medio, creando eserciti di decaduti. Ora quel mondo impunito si allea con le élite intellettuali abbracciando la crociata per le minoranze e per l’ambiente. La questione sociale viene cancellata. Non ci sono più ingiustizie di massa nell’accesso alla ricchezza. C’è solo «un pianeta da salvare», e un mosaico di identità etniche o sessuali da eccitare perché rivendichino risarcimenti. In America questo è il Vangelo delle multinazionali, a Hollywood e tra le celebrity milionarie dello sport. In Europa il conformismo ha il volto seducente di Greta Thunberg e Carola Rackete. Le frange radicali non hanno bisogno di un consenso di massa; hanno imparato a sedurre l’establishment, a fare incetta di cattedre universitarie, a occupare i media. Possono imporre dall’alto un nuovo sistema di valori. La maggioranza di noi subisce quel che sta accadendo: non abbiamo acconsentito al suicidio".

Libri, esperienze e  impegni di Rampini, oggi editorialista del «Corriere della Sera»

Federico Rampini, editorialista del «Corriere della Sera», è stato vicedirettore del «Sole 24 Ore», editorialista, inviato e corrispondente de «la Repubblica» a Parigi, Bruxelles, San Francisco, Pechino e New York. Ha insegnato alle università di Berkeley, Shanghai, e alla Sda Bocconi. È membro del Council on Foreign Relations, il più importante think tank americano di relazioni internazionali. Ha pubblicato più di venti saggi di successo, molti tradotti in altre lingue come i bestseller Il secolo cinese (Mondadori 2005) e L’impero di Cindia (Mondadori 2006). Tra i suoi libri più recenti, Quando inizia la nostra storia (Mondadori 2018), La seconda guerra fredda (Mondadori 2019), Oriente e Occidente (Einaudi 2020), I cantieri della storia (Mondadori 2020) e Fermare Pechino (Mondadori 2021). Ha prodotto e interpretato vari spettacoli teatrali, tra cui Trump Blues con suo figlio Jacopo, attore.

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