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Se non era una cometa cosa videro i Magi? Lo rivelerà il Gat

Nella serata streaming di lunedì 14 dicembre il presidente Cesare Guaita   porterà gli spettatori a rievocare il fenomeno astronomico che accompagnò la nascita di Gesù.

Se non era una cometa cosa videro i  Magi? Lo rivelerà il Gat
Cultura Tradate, 13 Dicembre 2020 ore 17:03

 

Il GAT, Gruppo Astronomico Tradatese concluderà  la sua attività annuale  lunedì 14 dicembre alle 21 con una suggestiva rievocazione online (accesso libero dal sito del Gat) del possibile fenomeno astronomico che accompagnò la nascita di Gesù. Il dottor Cesare Guaita, Presidente del GAT terrà infatti una conferenza sul tema: "La stella dei Magi rivisitata"

Cosa videro i Magi nel cielo? Lo racconta Guaita del Gat

L’occasione per questa serata è data da un fenomeno assolutamente eccezionale che si verificherà nella notte del prossimo 21 Dicembre 2020. "Quel giorno - illustra Guaita -   i due pianeti maggiori, Giove e Saturno,  che ci hanno accompagnato per tutto l’estate, si avvicineranno prospetticamente a 0,1°, una distanza  talmente minima da farli quasi sovrapporre. Sarà possibile osservare questo fenomeno non appena farà buio, osservando la coppia di pianeti (ad occhio nudo e meglio con un binocolo) sul basso orizzonte di Ponente un paio d’ore prima che la coppia, verso le 19,  tramonti. Erano ben 400 anni che Giove e Saturno non si ‘avvicinavano’ così tanto e ci vorranno altri 80 anni perché  il fenomeno si ripeta. A questo punto, però, ci si può chiedere cosa c’entri  la congiunzione strettissima di Giove con Saturno con la ‘stella’ di Betlemme  della quale parla Matteo nel suo Vangelo. Di sicuro Matteo, parlando di ‘stella’, doveva intendere un fenomeno astronomico importante soprattutto per i Magi, che come astrologi di professione, sapevano leggere benissimo  le cose celesti.  Poteva quindi trattarsi anche di un fenomeno astronomico  poco appariscente per la gente comune. Un fenomeno che, comunque doveva essere qualcosa coincidente con  data vera della nascita di Gesù che, secondo i calcoli più recenti, avvenne nell’anno -7 a.C".

La stella dei Magi non era una cometa

"Di sicuro la stella di Betlemme non fu una cometa". lo rivela il presidente Guaita spiegando: "La tradizione di mettere una cometa sulla capanna dei Magi non corrisponde infatti alla realtà storica.  Questa tradizione nacque  all’inizio del 1300 quando Giotto  disegnò  (attorno all’anno 1304-5) una ‘stella con la coda’  sulla capanna della scena della Natività nella Cappella degli Scrovegni.  Giotto, con i suoi occhi da artista, aveva visto  in cielo, nel 1301, una grande apparizione della cometa di Halley, quindi fu stimolato a dipingere  questa ‘stella’  sulla  sua Natività. In realtà la Halley tornò dalle parti della Terra nell’ anno -12 a.C., quindi non può assolutamente  essere identificata come la ‘stella dei Magi’. E fu probabilmente Keplero ad intuire la spiegazione giusta quando si accorse che nell’ anno - 7 a.C.  Giove e Saturno si avvicinarono fino a circa un grado di separazione angolare (due volte la grandezza apparente della Luna Piena), non una ma ben tre volte di seguito nella costellazione dei Pesci, rispettivamente il 29 Maggio, il 29 Settembre e il 4 Dicembre. Si trattò di un evento rarissimo perché congiunzioni triple tra Giove e Saturno si ripetono ogni 120 anni ma occorrono circa 800 anni perché il fenomeno si ripeta in una costellazione importante per gli Ebrei come quella  dei Pesci.  Questo avvicinamento dei due pianeti sviluppatosi per un periodo di tempo così lungo da accompagnare i Magi durante tutto il loro viaggio, sembra davvero essere un ottimo candidato  per l'evento celeste descritto nel Vangelo di Matteo. Anche perché  in questi ultimi anni su questo evento sono venute, attraverso simulazioni computerizzate, conferme sempre più convincenti". Una ragione in più per osservare con occhi diversi il ripetersi ‘moderno’ di questo fenomeno  nella notte del prossimo 21 Dicembre 2020.

 

 

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