Cultura
Venegono Inferiore

Rifiutò le cure per dare alla luce sua figlia, ma morì 2 mesi dopo: "La vita dentro" di Anna Negri diventa un libro

Il libro scritto a quattro mani da Maria Teresa Antognazza e papà Mario Negri sarà presentato sabato 2 ottobre alle 11 alla presenza anche di monsignor Stucchi

Rifiutò le cure per dare alla luce sua figlia, ma morì 2 mesi dopo: "La vita dentro"  di Anna Negri diventa un libro
Cultura Tradate, 01 Ottobre 2021 ore 15:35

 

 

Rifiutò cure invasive per proteggere la bimba che portava in grembo, (morì due mesi dopo il parto) come santa Beretta Molla. «La vita dentro» il volume, scritto da Antognazza a quattro mani con papà Negri,  e dedicato a mamma Anna Negri ( La santa Beretta Molla di Venegono) verrà presentato sabato 2 ottobre alle 11 in villa Molina a Venegono Inferiore con monsignore Stucchi e Silvia Valvo.

La vita di Anna Negri in un libro

La vicenda, ordinaria e straordinaria allo stesso tempo, di Anna Negri Valvo viene rivelata nel libro «La vita dentro» scritto dalla giornalista Maria Teresa Antognazza assieme a Mario Negri, papà di Anna. Il volume, pubblicato a fine luglio dalla casa editrice IPL, verrà presentato il 3 ottobre in villa Molina alle 11.  Alla presentazione, moderata da Tommaso Valle, presenzieranno Silvia Valvo e monsignor Luigi Stucchi.
Il racconto, narrato attraverso la voce di papà Mario, ripercorre la vita di Anna, lasciando alle tre nipoti Silvia, Irene e Rita un «ritratto in parole» della madre che non hanno fatto in tempo a conoscere; ma anche una luminosa testimonianza di un amore totale, coraggioso e incondizionato a tutti coloro che si imbattono nella sua storia.
«Abbiamo deciso di iniziare dalla fine, dal giorno dei funerali – spiega l’autrice del libro – E’ stato in quel momento, infatti, che si è manifestata pienamente l’impronta che Anna ha lasciato dietro di sè».

La storia di Anna, mamma coraggio

Anna muore a soli 37 anni, due mesi dopo aver dato alla luce la sua terzogenita, Rita, a causa di un linfoma gastrico scoperto durante la gravidanza. Il libro di Antognazza apre una finestra su tutto ciò che è avvenuto prima di questo tragico epilogo e che restituisce la figura della donna dietro alla fatidica scelta di anteporre la vita della sua bambina alla propria.

Come scrive monsignor Luigi Stucchi nella prefazione del volume:

«Chi ha conosciuto Anna fin da piccola, ha potuto sapere e riconoscere che la sua vicenda risulta di una linearità limpida e inflessibile, come esperienza di grande autentica umanità. La sua decisione ultima non poteva che essere così come è stata fino in fondo, lineare, indiscussa, fermissima perché la sua umanità aveva questa impronta». L’epilogo della storia di Anna, la scelta di rifiutare l’aborto e le cure rischiose per la bambina che portava in grembo, non è dunque stata una scelta d’impulso ma la naturale conseguenza di un’esistenza vissuta con grande intensità, pienezza, speranza per il futuro».

Il libro ripercorre la sua vicenda fin dall’infanzia, trascorsa nella casa di famiglia in via Adamello a Venegono Inferiore. Vengono poi raccontati gli anni della scuola, delle prime amicizie, della passione per la musica e la scrittura che l’accompagneranno per tutta la vita, le prime esperienze lavorative come giornalista presso il settimanale Luce (dove conosce, tra gli altri, la stessa Antognazza e monsignor Stucchi, all’epoca prevosto di Tradate), fino alla scoperta dell’amore e alla costruzione di una famiglia con Enrico Valvo, diplomatico della Farnesina, oggi ambasciatore in Georgia.

Uno scrigno di ricordi

Un lavoro molto intenso, portato avanti nell’arco di quasi due anni, che ha visto il coinvolgimento di diverse persone che, a vario titolo, hanno ruotato attorno alla vita della giovane mamma venegonese.
Il libro è diventato infatti uno scrigno nel quale sono confluiti i ricordi di famigliari, compagni di scuola e di università, colleghi, amici, ognuno dei quali ha restituito una sfaccettatura intima e personale. Una vicenda dolorosa eppure emblematica di un amore che riesce a oltrepassare il dolore e la paura della malattia ed infine anche la morte, e che ha molte analogie con quella di santa Gianna Beretta Molla.