Cultura
Are e musica

L'arte di due varesini in un video per Gil Do Carmo, erede della musica tradizionale portoghese

Sonorità antiche e contaminazioni contemporanee: la musica tradizionale portoghese guarda al futuro anche grazie a due artisti varesini, Ivan Tozzo e Ivone Amaral.

Cultura Varese, 09 Novembre 2022 ore 17:14

Realizzato da due varesini, l'artista e mosaicista Ivan Tozzo e l'artista e fotografa lisbonese  ormai varesina "d'adozione" Ivone Amaral, un videoclip per il brano "Refugiado" di Gil Do Carmo, erede dell'antica tradizione musicale portoghese del fado riconosciuta dall'Unesco come patrimonio intangibile dell'umanità.

L'arte varesina sulle note del fado

Il fado è un genere di musica popolare tipicamente portoghese delle città di Lisbona e Coimbra, dal 2011 riconosciuto dall'UNESCO come patrimonio intangibile dell'umanità.

Il nome deriva dal latino fatum, destino, in quanto si ispira al tipico sentimento portoghese della saudade e racconta temi di emigrazione, lontananza, dolore e sofferenza. La sua fama ha raggiunto l'apice sul finire del Novecento grazie a talentuosi interpreti, maschili e femminili,
che hanno saputo reinterpretare la tradizione fadista alla luce degli esiti più moderni della canzone d'autore. Tra questi, Carlos Do Carmo, vero e proprio ambasciatore del fado nel mondo; talmente celebre in patria che, alla sua morte, il governo portoghese ha dichiarato il 4 gennaio 2021 una giornata di lutto nazionale.

Un'eredita fra tradizione e futuro

Il figlio Gil Do Carmo è un artista altrettanto talentuoso, impegnato nel difficile tentativo di traghettare la musica tradizionale nel 21°secolo arricchendola di sonorità nuove, di contaminazioni e suggestioni multiculturali di estremo fascino e di notevole attualità. Il suo lavoro è sempre orientato alla ricerca di nuove sfide, di cambiamenti ed evoluzioni, di occasioni di scambio e quindi di crescita.

Nel suo ultimo album, “Sê”, l'autore coinvolge colleghi provenienti da mondi musicali differenti e apparentemente distanti: oltre alla cantante di fado Ana Sofia Varela, in "Fogo no mar", il rapper brasiliano Papo Reto, in "Ela por ela", e il dj e produttore Streossauro, con un remix nel tema “Alentejo”. Grazie alle nuove tecnologie, ha potuto duettare anche con la splendida voce della nonna Lucília, nota cantante fadista che si è esibita dagli anni '40 agli anni '80.

La nascita del video

Costantemente alla ricerca dell'equazione perfetta tra musica, parola e messaggio. I media ci hanno ormai abituati ad apprezzare la musica anche attraverso immagini che ne amplifichino la portata; indispensabile, quindi, scegliere con accuratezza i video di accompagnamento per
l'ascolto in rete.

Dal desiderio di dialogare con autori mossi dalla stessa vocazione sperimentale, è nata la collaborazione con due creativi varesini che hanno realizzato il video per il brano “Refugiado”, tratto dall'album “Sê”, pubblicato proprio in questi giorni. Ivan Tozzo, artista e mosaicista varesino, e Ivone Amaral, artista e fotografa lisbonese residente in provincia di Varese da molti anni, hanno ideato e realizzato un originale
filmato impiegando la tecnica dello stop-motion.

Un lavoro a quattro mani, concluso dopo tre mesi di lavoro, che ha previsto l'impiego di una lavagna, gessetti e più di 1500 scatti fotografici. Questa tecnica permette di ottenere l'illusione del movimento immortalando, in successione, un disegno che viene di volta in volta modificato spostando le sue linee costitutive, seguendo una logica di direzione. Il lavoro si conclude con un montaggio al computer ma l'artigianalità del disegno manuale mantiene il proprio carattere unico.

Dalla fantasia di Tozzo e Amaral, sulle note di “Refugiado”, hanno preso vita atmosfere surreali e fantastiche, ricche di sentimento ma anche di raffinate illusioni visive dal sapore intellettuale, giocate sull'identificazione e sullo straniamento, che invitano l'osservatore a riconoscere figure astratte, simboli universali, rosoni e personaggi misteriosi che si susseguono in maniera imprevedibile, apparendo e
scomparendo, mutando in una incessante metamorfosi.

La complessità dei significati proposti, la vivacità delle soluzioni espressive adottate e la continua sorpresa provocata da ciò che appare sulla scena mantengono viva l'attenzione e accompagnano la musica facendo da contrappunto visivo a sonorità antiche che, pur evocando un lontano passato, non sono mai state tanto attuali.

Non resta quindi che guardare il frutto del loro lavoro:

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