STORIA

Cinquecento anni fa il processo alle streghe di Venegono: un progetto per farlo riscoprire nel Parco

Quello avvenuto a Venegono nel 1520 è l'unico processo dell'Inquisizione nel territorio di Milano di cui vi sia documentazione, salvatasi dal rogo della Chiesa che nel 1788 cercò di cancellare ogni traccia di quell'orrore

Cinquecento anni fa il processo alle streghe di Venegono: un progetto per farlo riscoprire nel Parco
Cultura Tradate, 02 Gennaio 2021 ore 09:46

Un nuovo sentiero, immerso le Parco Pineta, per far conoscere e scoprire la storia (vera) delle Streghe di Venegono: l’ambizioso progetto di Parco e Comune presentato per il banco Cariplo nel 500esimo anniversario dal processo e dai roghi al Monterosso.

Le streghe di Venegono, un caso unico

Sette donne arse sul rogo, una dopo la riesumazione, e un uomo costretto all’esilio. Furono queste, le prime soprattutto, le vittime della caccia alle streghe che fece tappa nel 1520 anche a Venegono Superiore, all’epoca solo Venegono. Erano Elisabetta Oleari, Margherita Fornasari, Caterina Fornasari, Antonina del Cilla, Maddalena del Merlo, Majnetta Codera, Giovannina Vanoni, tutte ritenute colpevoli di aver avuto rapporti con il diavolo, che a loro si presentava col nome di “Martino”, e di aver fatto uso della magia “toccando” il bestiame e un’infante.

“Indagini” e processo iniziarono nel marzo del 1520, quando sul portone della chiesa venne affisso un messaggio della Chiesa in cui si dava notizia della presenza di streghe in paese, a seguito della denuncia di Giacomo da Seregno (arso poi a Monza) e si chiedeva di segnalare e denunciare sospette e sospetti. Segnalazioni che arrivarono. La prima fu Margherita Fornasari. Finirono solo con la pira al Monterosso dove sei di loro trovarono la morte fra le fiamme. La settima, che aveva già trovato la morte durante gli interrogatori, venne riesumata e arsa.

Un caso unico. Non tanto nella sua storia ma per come è giunta fino ai giorni nostri. Il processo di Venegono è infatti l’unico, in Italia di cui sia giunta tutta la documentazione dell’epoca, salvato dalle fiamme che nel 1788 nel cortile della basilica di Santa Maria delle Grazie distrussero tutto l’archivio dell’Inquisizione dello Stato di Milano. Centootto fogli che finirono nell’Archivio di Stato e lì rimasero sepolti per circa due secoli fino a quanto, sul finire del 1900, la ricercatrice Anna Marcaccioli Castiglioni notò quel fascicolo che portava il nome di “Processus Strigiarum” e lo rese pubblico nel libro Streghe e roghi nel Ducato di Milano (Thélema Edizioni) che per la prima volta raccontava e rivelava prassi, regole, svolgimento dei processi dell’Inquisizione rivelandone, se mai ve ne fosse bisogno, l’orrore e l’insensatezza. Ma anche il funzionamento e la prassi.

Dopo le rappresentazioni, un nuovo sentiero nel Parco Pineta

Il processo, oltre che nel libro (disponibile nella biblioteca cittadina), venne “ripetuto” con due rappresentazioni teatrali dell’associazione Luogo Eventuale, l’ultima pochi anni fa in occasione degli eventi per il Fondo Sclavi proprio in uno dei luoghi del processo, l’ex caserma Castiglioni nel piazzale nella chiesetta di Santa Maria.

Ora l’Amministrazione insieme al Parco Pineta puntano a riportare alla luce questa storia sconosciuta ai più, col progetto per un nuovo sentiero nel Parco Pineta presentato per il Bando Cultura di Fondazione Cariplo. In base alla proposta, il “Sentiero delle Streghe” dovrebbe sorgere accanto alla piscina di Pianbosco, sviluppandosi in un anello di un paio di chilometri. Lungo il percorso, totem informativi e installazioni che racconteranno il contesto storico, la storia dell’Inquisizione e soprattutto il processo alle streghe di Venegono.

Unire natura, storia e leggende

Dita incrociate quindi per il sindaco Ambrogio Crespi che alcuni mesi fa aveva avanzato l’idea e il Presidente del Parco Pineta Mario Clerici che conosciuta la storia l’ha subito sostenuta. “E’ un progetto ambizioso, in cui vorremmo coinvolgere anche la Regione e magari la Provincia. Un progetto importante sotto più aspetti – spiega il sindaco – il primo è sicuramente quello legato alla storia locale che va riscoperta e conosciuta. Ma c’è anche l’aspetto ambientale, con una nuova possibilità di frequentazione del Parco Pineta da parte dei cittadini. Frequentazione che, come si vede negli altri sentieri simili già esistenti, permette alle famiglie e alle persone di riappropriarsi di un’area che vogliamo sia vissuta in maniera sana”.

“Il ‘Sentiero delle Streghe’ unirà natura, folklore e storia – assicura Clerici –  Il processo alle streghe di Venegono è un fatto, intorno al quale si collegano molte leggende che vogliamo far riscoprire lungo una passeggiata nella maestosità dei boschi che proprio le presunte streghe frequentavano, con l’obiettivo poi di farne luogo di eventi culturali a tema nei giorni del solstizio e dell’equinozio da sempre considerati ‘magici'”.

Un progetto ambizioso non solo per il suo contenuto ma anche per la sua realizzazione: si parla circa 200mila euro e tre anni di lavori. Fondamentale quindi il finanziamento di Cariplo, che deciderà nei prossimi mesi.

Ivan Marri

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