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A Bergamo

Video, foto e parole del “No paura day” a Bergamo: in 600 cantando “la pandemia è una fesseria”

L'iniziativa si è svolta pacificamente e senza disordini. Si è parlato di campagna vaccinale come "sperimentazione", di protocolli sanitari "funzionali allo svilimento del Paese", di le mascherine "strumenti nocivi per la salute"

Video, foto e parole del “No paura day” a Bergamo: in 600 cantando “la pandemia è una fesseria”
Cronaca 19 Aprile 2021 ore 10:47

La pandemia “è una bugia, una fesseria”, la campagna vaccinale “è una sperimentazione”, i Dpcm “provvedimenti dal sapore di bullismo legislativo”, i protocolli sanitari “funzionali allo svilimento del Paese” a favore dell’alta finanza. E ancora: le mascherine sarebbero “strumenti nocivi per la salute” utili solo per difendersi “da gendarmi zelanti e cittadini ipocondriaci”. Ma soprattutto, mass media e istituzioni hanno creato un clima di terrore che ha descritto “una situazione non reale: non era reale l’esistenza di un virus violento, che poteva essere governato se non avessero abbandonato tante persone a domicilio”.

Video, foto e parole del “No paura day”

Chi, domenica 18 aprile, ha attraversato il Sentierone ha avuto l’occasione di ascoltare queste e molte altre tesi che, nell’immaginario collettivo, vengono accostate a posizioni negazioniste, no-mask o no-vax. Gli organizzatori del “No paura day”, così come i circa 600 sostenitori che hanno riempito il centro piacentiniano, ci tengono però a precisare che non sono “negazionisti, no-mask o no-vax”, che riconoscono l’esistenza del Covid (qualcuno dice anche di essere stato contagiato e di essere guarito dopo giorni di malessere acuto) ma che sono “per la libertà di pensiero e di parola, consapevoli che nell’attuale panorama mediatico, qualsiasi voce non allineata con la vulgata ufficiale degli organi di comunicazione viene brutalmente stroncata”.

Anzi, come ha sostenuto il relatore e magistrato Angelo Giorgianni, le etichette che la stampa addosserebbe loro, comprese quelle della nostra testata bergamasca che è stata salutata affettuosamente e garbatamente dal palco con il gesto dell’ombrello in virtù dell’articolo in edicola questa settimana, sarebbero “diffamazioni gratuite funzionali per dividere le persone”.

“L’antidoto alla paura è il coraggio”

Nonostante le premesse polemiche, la manifestazione, organizzata per la prima volta a Cesena a novembre, si è svolta senza alcun tipo di criticità o disordini. La moderatrice dell’evento, Manuela Gilardi, non appena iniziata la manifestazione ha chiesto un minuto di silenzio per le morti causate dal Covid, “una cicatrice e una ferita indelebile per tanti di noi”. Ma ha subito aggiunto che le macerie prodotte dalla “gestione cialtronesca del virus” sono diventate il pretesto “per impedirci di risollevare le teste e guardare al futuro, per detenere in regime di isolamento nelle Rsa i nonni ora vaccinati e sopravvissuti alle ondate epidemiche”.

Tra un coro e l’altro al grido di “Libertà! Libertà!”, interventi e cartelli che sottolineavano che “pretendere la verità e la libertà non è essere negazionisti. Basta etichette”, il Sentierone si è riempito di giovani, adulti e genitori con figli al seguito: “Cittadini liberi – sottolineano -, liberi pensatori, orfani di partito e senza un’opposizione che è alla base della democrazia”.

Nonostante alcune persone non si rassegnassero a utilizzare la mascherina, la maggior parte dei partecipanti l’ha indossata. Ma non a tutela della propria salute o di quella altrui, bensì per strategia. “Prima di iniziare vogliamo raccomandare l’uso della mascherina, a cui gli organizzatori sono contrari non per bastiancontranesimo (la Treccani indicherebbe il termine bastiancontrarismo, tanto cacofonico quanto il precedente) ma perché chiaramente scritto anche sulla confezione che non servono a bloccare la diffusione del virus, tanto meno all’aperto – ha detto la presentatrice -. Tuttavia siccome sono diventate un pretesto per dividere il popolo, non vogliamo porgere il fianco a questo tipo di strumentalizzazione. Il “No paura day” vuol dare voce a chi voce non ne ha avuta, i relatori hanno portato la propria esperienza per condividere idee, testimonianze e proposte purtroppo troppo spesso occultate o ignorate dall’informazione ufficiale”.

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