Cronaca
Ora si attende

Vaccini, Johnson&Johnson chiede l'autorizzazione all'Ema

La decisione dell'Ema dovrebbe arrivare nella seconda metà di marzo. Ecco cosa sappiamo di quello che potrebbe essere il quarto vaccino sul campo contro l'epidemia

Vaccini, Johnson&Johnson chiede l'autorizzazione all'Ema
Cronaca Varese, 16 Febbraio 2021 ore 18:26

Richiesta presentata, ora si attendono l'esito della valutazione dell'Ema e poi, eventualmente, dell'Aifa: a Pfizer, Moderna e AstraZeneca potrebbe aggiungersi quello di Johnson&Johnson.

Vaccini, Johnson&Johnson a vaglio dell'Ema

Richiesta di autorizzazione presentata, esito previsto nel giro di massimo un mese: se tutto filerà liscio, avremmo a disposizione una nuova (e importante) arma contro il coronavirus, il vaccino Johnson&Johnson.

Anche questo, come quello AstraZeneca, non si basa sull'RNA messaggero ma sull'Adenovirus, quello del comune raffreddore. E sempre come quello AstraZeneca, non richiede temperature estreme per la conservazione ma quelle "da frigorifero", con la possibilità del congelamento a -20 gradi che ne mantiene la stabilità per 2 anni.

I risultati visti finora nelle si di sperimentazione sarebbero molto incoraggianti, con punte di efficacia superiori all'80% che però scendono a poco più del 57% (comunque non poco) contro la variante Sudafricana, mentre dai dati forniti dall'azienda alcune settimane fa nessuno dei pazienti sottoposti alla vaccinazione è andato incontro a gravi complicanze o ricoveri per Covid.

Niente richiamo

Ma il punto di forza del vaccino Johnson&Johnson e che più lo distingue dagli altri finora autorizzati, è che non richiede alcun richiamo ma solo la prima somministrazione. E' infatti monodose. Una peculiarità che di fronte a una platea di milioni di persone da vaccinare solo in Italia può dare un forte contributo alla corsa verso l'immunità di gregge e alleggerire la macchina organizzativa che oggi deve tener conto di possibili ritardi delle forniture che rischiano di far saltare il richiamo, come già visto nell'ultimo mese.

Tramite l'Unione Europea, che ha accentrato come noto gli ordini di vaccini dalle varie case farmaceutiche, all'Italia dovrebbero arrivare in totale 27 milioni di dosi di questo vaccino che equivalgono, vista la non necessità di effettuare richiami, a 27 milioni di persone vaccinate