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Fermato in toscana

Una slavina ferma la traversata del Sentiero Italia del varesotto Elia Origoni

Era partito a febbraio per attraversare il più lungo e selvaggio dei sentieri del CAI, il leggendario Sentiero Italia

Una slavina ferma la traversata del Sentiero Italia del varesotto Elia Origoni
Cronaca Varese, 01 Giugno 2021 ore 09:37

Era partito quasi 100 giorni fa, 98 per la precisione, dalla Sardegna. L'avventura di Elia Origoni, 29enne di Vedano Olona si è interrotta a causa di una piccola slavina che lo ha sorpreso alle pendici del monte Prado, la montagna più alta della Toscana, rompendogli due costole.

A piedi lungo il Sentiero Italia: l'impresa di Origoni

L'obiettivo rasentava l'epico: percorrere tutto il Sentiero Italia, il più selvaggio del Belpaese e il più lungo al mondo, in solitaria. Niente tecnologia, niente tracciati Gpx. Solo mappe cartacee, buon equipaggiamento e un passo davanti all'altro. E un cellulare, da usare solo per raccontare settimana dopo settimana il suo cammino, oltre al segnalatore GPS in caso di emergenza.

Un viaggio di oltre 7000 chilometri, da Santa Teresa di Gallura a Muggia, in Friuli Venezia Giulia, attraversando 20 regioni e superando Appennini e Alpi. Tutta la sua "casa" nello zaino, con sè solo l'essenziale per un viaggio in "analogico", alla vecchia maniera, da esploratore.

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Alla sfida il varesotto Elia Origoni si preparava dal 2015, quando ideò "In Solitaria 2021", un'avventura patrocinata dal Cai per la parte "su terra", dalla Federazione Italiana Canottaggio per i tratti via mare e sostenuta con una raccolta fondi. Il "programma" (per quanto si può realmente programmare un'avventura di questa portata) sarebbe dovuta durare 800 giorni. Si è interrotta a 98, in Toscana, dopo aver superato la Sardegna, remato fino alla Sicilia per cinque giorni, raggiunto la Calabria e da lì esser risalito appunto fino alla Toscana.

Il percorso completo del Sentiero Italia

La slavina e i soccorsi

Lo stop è arrivato sabato. Lo racconta Origoni sulla sua pagina Facebook, insieme al suo sito il luogo dove in migliaia lo hanno seguito, da casa, lungo il viaggio.

Giorno 98 | Rischi e imprevisti fanno parte del gioco.
Sabato, attraversando le pendici del Monte Prado, sono stato travolto da una "piccola" slavina, staccatasi 50 metri sopra di me.

Un braccio e la testa fortunatamente sono rimasti liberi di muoversi, e riuscivo a respirare. Con piccoli movimenti sono poi riuscito a liberare anche l'altro braccio, e infine staccarmi lo zaino, che era rimasto fuori dalla neve. Grazie allo SPOT (localizzatore GPS di emergenza) sono riuscito a chiamare i soccorsi, visto che il telefono era disperso nella neve. Lentamente, poi, con un bastoncino ho iniziato a rompere la neve che mi schiacciava le gambe contro un albero...ci sarà voluta più di un'ora.

Appena libero, aspettando speranzoso l'arrivo dei soccorsi (le nuvole e la nebbia non promettevano bene nell'arrivo dell'elicottero...), mi sono infilato nel sacco a pelo, cercando di riscaldare le parti del corpo che avevano preso più freddo.

E alla fine il rumore inconfondibile del Drago del Vigili del Fuoco, che individuatomi, mi han portato via.
Si è risolto quindi nei migliori dei modi, con due costole rotte e un po' di contusioni.
Per ora non voglio fare previsioni sul futuro, penso solo a guarire e a rimettermi in piedi. Il resto si vedrà!
Lo spirito è comunque in ottime condizioni...vi terrò aggiornati!!

(Foto in copertina e nell'articolo dalla pagina Facebook di Origoni)