Nascosta in convento

Truffatrice latitante arrestata a Gallarate: si era nascosta in convento di suore

Da tempo riusciva a nascondersi nei monasteri del Nord Italia, da cui poi si allontanava di nascosto. A Gallarate era arrivata fingendosi una Madre Superiora che chiedeva ospitalità per la nipote di una consorella

Truffatrice latitante arrestata a Gallarate: si era nascosta in convento di suore
Saronno, 12 Febbraio 2020 ore 13:56

E’ stata arrestata lunedì R.T., truffatrice latitante condannata a Palermo che si era nascosta nel convento di Gallarate.

Truffatrice latitante nascosta in convento

Era stata condannata a Palermo a scontare 2 anni, 4 mesi e 15 giorni di carcerazione per i reati di sostituzione di persona, truffa, furto e falsità in genere ma la giustizia non era mai riuscita a raggiungerla. Aveva fatto perdere le sue tracce fino a lunedì, quando la Polizia di Stato del commissariato di Gallarate l’ha rintracciata nel convento cittadino delle “Benedettine dell’adorazione perpetua del S.S. Sacramento”.

Una richiesta sospetta

La truffatrice era arrivata nel convento da qualche giorno, dopo la telefonata di una donna presentatasi come la Madre Superiora del Monastero di Vicoforte (in provincia di Cuneo), che avrebbe chiesto alle suore del citato convento gallaratese di ospitare un’altra donna, nipote di una consorella, colpita da un malore e ricoverata presso l’ospedale di Gallarate, che aveva necessità di un posto per dormire in zona. Le suore, insospettite, avevano richiesto un riferimento telefonico per rintracciare la nipote bisognosa, che una volta contattata, risultava possedere un tono di voce molto simile a quello della Madre Superiora del Monastero di Vicoforte. Le monache hanno pensato a una coincidenza, visti i modi garbati e sicuri dell’interlocutrice, e così le hanno aperto le porte del convento. Durante la sua permanenza però sarebbe incappata in alcune contraddizioni sui particolari della propria vita.

Latitanza-tour, un convento dopo l’altro

Ulteriormente insospettite, le monache hanno quindi iniziato a contattare alcuni monasteri del Piemonte. Tutti hanno risposto di aver ospitato una donna, del tutto corrispondente a quella che si era presentata a Gallarate e che questa, con modi di fare molto garbati e gioviali, si guadagnava la fiducia di tutte le religiose. In alcuni di questi conventi la donna aveva addirittura rubato delle chiavi di accesso, per poi allontanarsi dalla struttura in modo furtivo, senza avvisare nessuno.

Passaggio a Legnano

Una vicenda simile era successa anche a Legnano, subito prima del “soggiorno” gallaratese, nel Centro di Accoglienza Negri. Anche qui una donna, qualificatasi con le stesse generalità, era rimasta alcuni giorni per poi sparire senza avvisare nessuno e rubando le chiavi della sua camera. Cosa che portò, tra l’altro, a una denuncia ai carabinieri legnanesi.

Le verifiche della Polizia

Riferito tutto quanto al commissariato di Polizia, gli agenti hanno preso contatto con la donna che si è subito mostrata cordiale e collaborativa seppur non in grado di provare la propria identità avendo con sè solo la tessera sanitaria. I poliziotti le hanno chiesto i dati anagrafici, risultati diversi da quelli riportati sul tesserino e quindi l’hanno accompagnata negli uffici del commissariato per il fotosegnalamento e al controllo delle impronte digitali che ne hanno svelato l’identità e, soprattutto, i precedenti legali.

Arrestata

Terminati gli accertamenti e notificatigli gli atti a suo carico, la donna è stata anche denunciata per i reati di sostituzione di persona e false attestazioni a Pubblico Ufficiale sulla propria identità e, vista la condanna emessa a Palermo, tradotta al carcere di Como. Sono in corso gli accertamenti sulla sua scheda telefonica, attivata probabilmente con generalità false acquisite grazie a documenti rubati e sui numerosi mazzi di chiavi di cui la stessa era in possesso, rubate dai conventi che l’hanno ospitata in passato.

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