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Tradate, inviati 800 avvisi di accertamento Tari per un milione di euro

CIttadini, imprese, supermercati: dai controlli sarebbero emersi versamenti non in regola sulla tariffa rifiuti del 2015

Tradate, inviati 800 avvisi di accertamento Tari per un milione di euro
Cronaca Tradate, 01 Aprile 2021 ore 17:15

Brutta sorpresa di Pasqua per diversi cittadini e imprese di Tradate che in questi giorni stanno ricevendo gli avvisi di accertamento da Area Srl, la società incaricata dal Comune.

Presunte irregolarità per un milione di euro: 800 avvisi di accertamento inviati

Si va dal migliaio a qualche decina di migliaia di euro, dal privato cittadino alle imprese fino ai supermercati. Circa 800 avvisi di accertamento recapitati in questi giorni a Tradate per mancati o parziali versamenti della Tari, la tariffa rifiuti, relativi al 2015 e agli anni successivi. In totale, circa un milione di euro che il Comune non avrebbe incassato.

“Si tratta di posizioni emerse dall’incrocio dei dati in nostro possesso con quelli del catasto – spiega l’assessore al Bilancio Marinella Colombo – E si tratta complessivamente di una bella somma, se consideriamo che l’introito annuale della Tari per il Comune, che ‘pareggia’ il costo del servizio effettuato dalla Seprio, è di circa 2,3 milioni di euro”.

Oltre ai (presunti) mancati versamenti, ci sono le sanzioni: al 100% dell’importo contestato per l’omessa denuncia e al 30% per l’omesso versamento, oltre a interessi e spese di notifica

Cosa fare?

Come si legge nelle lettere inviate da Area Srl, queste costituiscono “titolo esecutivo idoneo ad attivare le procedure esecutive e cautelari”. Sessanta giorni dopo la scadenza per il pagamento, la società potrà procedere con la riscossione, anche forzata delle somme. Prima di arrivare a questo però, spiega Colombo, si può contattare la società. “Naturalmente le posizioni che si dimostreranno in regola saranno stralciate, mentre per quelle che saranno confermate si può chiedere la rateizzazione del dovuto. Facendo tutto nei tempi, è prevista anche la riduzione delle sanzioni”.

Rischio prescrizione

Gli avvisi e la battuta di cassa non sono state accolte molto bene, specialmente visto il periodo di crisi causato dal Covid e il pesante danno economico che questo ha portato e sta portando alle famiglie e alle imprese. “SI tratta di posizioni relative al 2015, prossime alla prescrizione – spiega Colombo – Gli avvisi sarebbero dovuti partire nel tardo autunno ma il Governo, vista proprio l’emergenza sanitaria, aveva fermato le pratiche. Se si fossero fatti scadere i termini della prescrizione saremmo incorsi nel danno erariale”.

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