Cronaca
Droga e violenza

Tentato omicidio e spaccio nei boschi dell'Hinterland e nel Basso Varesotto: sei arresti

Operazione dei Carabinieri in corso tra Lonate Pozzolo e Cuggiono.

Tentato omicidio e spaccio nei boschi dell'Hinterland e nel Basso Varesotto: sei arresti
Cronaca Busto Arsizio, 18 Luglio 2022 ore 13:19

Tentato omicidio e spaccio di cocaina, arrestate sei persone: le cessioni avvenivano nei boschi.

Tentato omicidio e spaccio di cocaina: in corso maxi operazione dei Carabinieri

A partire dalle prime ore della mattinata di oggi, lunedì 18 luglio 2022, i carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio stanno dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Busto Arsizio nei confronti di sei persone, quattro uomini (due italiani, un marocchino e un albanese) e due donne italiane, ritenute gravemente indiziate, a vario titolo, di tentato omicidio nei confronti di un presunto spacciatore, nonché di più episodi di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, eroina e hashish a numerosi soggetti all’interno dei boschi dell’hinterland milanese.

Le indagini condotte dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile anche attraverso intercettazioni e interrogatori di numerosi assuntori si inserisco nell’ambito del più ampio impegno sostenuto dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio contro lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree boschive e gli altri delitti a esso connessi e hanno permesso di individuare i presunti autori di un tentato omicidio, commesso da tre uomini il 20 agosto 2020, nella zona boschiva di Lonate Pozzolo ai danni di un 31enne di origine marocchina dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti (non destinatario del provvedimento cautelare).

La trappola e l'agguato allo spacciatore sbagliato e poi l'aggressione al vero obiettivo

In particolare, è emerso come la dinamica dell’agguato sia stata quella di mettere in atto una vera e propria trappola, approfittando delle tipiche modalità con cui avvengono le cessioni di stupefacente in zona boschiva, per come già accertato nel corso di pregresse indagini. Infatti, i tre presunti autori del tentato omicidio, dopo aver simulato il loro interessamento all’acquisto di droga previo contattato telefonico con lo spacciatore obiettivo della punizione, armati di pistola e spranghe, al suo arrivo ai margini di un’area boschiva per la consegna del quantitativo concordato, lo hanno affrontato fisicamente cercando di trattenerlo.

Alla reazione del giovane magrebino, che è riuscito a divincolarsi e a darsi alla fuga, uno dei tre aggressori gli ha sparato ferendolo all'avambraccio destro. La spedizione punitiva sarebbe scaturita per un debito di droga non pagato.

Le indagini hanno poi consentito di appurare che, in realtà, il malcapitato non era il vero obiettivo degli aggressori, essendosi trattato di uno scambio di persona. L’effettivo destinatario era un altro spacciatore, sempre di origine marocchina: infatti, a distanza di pochi giorni, a Cuggiono, l’uomo e la sua compagna erano stati immobilizzati, percossi e minacciati con una pistola dai medesimi soggetti protagonisti della prima aggressione, per costringerli a saldare il debito di droga contratto con loro, ammontante a circa 30mila euro. Nella circostanza veniva altresì sottratto loro un telefono cellulare.

Il fiorente traffico di cocaina, eroina e hashish e lo spaccio nei boschi della zona

Durante le investigazioni, condotte anche con la collaborazione della Squadra Mobile di Biella all’esito di una convergenza investigativa, è in sostanza emerso che una coppia di italiani, coadiuvati da un cittadino albanese, aveva dato avvio a un fiorente traffico di stupefacente del tipo cocaina, eroina e hashish, rifornendo di consistenti quantitativi di droga, tra gli altri, il citato cittadino marocchino e la sua compagna, che si occupavano poi dello spaccio al dettaglio nelle zone boschive dell’hinterland milanese e del Basso Varesotto.

Le forniture di stupefacente erano di tale rilievo che i due spacciatori, per come emerso dall’indagine, in circa sei mesi, tra luglio 2020 e gennaio 2021, avevano accumulato, nei confronti della coppia e dell’uomo albanese, un debito non inferiore a 30mila euro che, per motivi non del tutto chiariti, non avevano rispettato, scatenando la reazione violenta dei fornitori.

I primi risultati dell'Osservatorio permanente della Procura di Busto Arsizio

Da ultimo, le indagini, se da un lato purtroppo forniscono conferma del sempre più frequente rischio di spirali violente cui può portare il fenomeno come danno prova i recenti casi di omicidi e ferimenti colpi d’arma da fuoco di cittadini di origine magrebina, offrono, dall’altro, dimostrazione della efficace e precisa azione di contrasto delle Forze di polizia della provincia di Varese e della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, che sullo specifico fronte ha di recente istituito un Osservatorio permanente quale strumento di coordinamento e raccordo di tutte le evidenze di indagine sul tema ovvero finalizzato a delineare un sempre aggiornato quadro di situazione delle emergenze e delle criticità, onde adottare, con speditezza ed efficienza, appropriate iniziative investigative e per meglio direzionare e calibrare le attività in corso.

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