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Tassista eroe, morì per salvare due ragazzi ma le assicurazioni non vogliono risarcire la famiglia

Entrambe le compagnie assicurative negano le responsabilità dei propri assicurati. Ora la parola passerà al Tribunale Civile

Tassista eroe, morì per salvare due ragazzi ma le assicurazioni non vogliono risarcire la famiglia
Alto Milanese, 16 Ottobre 2020 ore 17:27

Ha perso la vita per salvare due automobilisti: ora le compagnie assicurative non vogliono pagare il risarcimento alla famiglia di Eugenio Fumagalli, il tassista eroe di Albiate morto il 13 gennaio del 2019 sulla Milano-Meda.

Tassista eroe, famiglie senza risarcimento

Ha perso la vita per salvare due automobilisti ma le assicurazioni non vogliono pagare alcun risarcimento alla sua famiglia: sarà intentata una causa civile al Tribunale di Monza.
Eugenio Fumagalli, 47 anni, di Albiate, è morto il 13 gennaio 2019, dopo essere sceso dal suo Taxi, in Milano – Meda, all’altezza di Cesano Maderno, per soccorrere due ragazzi speronati da un pirata della strada ritracciato poche ore dopo e risultato positivo all’alcol test.

Da Prima Monza: Tragedia sulla Milano Meda: chi era il tassista travolto

Eugenio Fumagalli aveva capito subito la gravità dell’incidente: aveva accostato, aveva indossato il giubbetto catarifrangente ed era accorso in aiuto della coppia sulla Seicento. Poi, improvvisamente era arrivata a grande velocità un’auto, guidata da un 48enne di Meda, che era piombata sulla Seicento. Nella violenza dell’urto, il tassista era stato scagliato a più di trenta metri di distanza. Un impatto terribile, che non gli aveva lasciato scampo.

“Purtroppo, nonostante ogni tentativo fatto, entrambe le compagnie assicurative chiamate a risarcire i familiari continuano a negare le responsabilità dei propri assicurati – spiega Fernando Rosa, responsabile di Giesse Risarcimento Danni, il gruppo specializzato nel risarcimento di incidenti mortali al quale si sono affidati i familiari dell’albiatese – Per questo siamo costretti a intentare una causa civile che, purtroppo, non farà che protrarre e rinnovare, udienza dopo udienza, il dolore dei familiari”.

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