Stalker Comi, la difesa di Bernardini chiede l'attenuazione degli arresti domiciliari

Conferito l'incarico per la perizia psicologica dell'imprenditore ossessionato dall'europarlamentare di Forza Italia. La difesa chiede di alleggerire gli arresti domiciliari.

Stalker Comi, la difesa di Bernardini chiede l'attenuazione degli arresti domiciliari
Cronaca 05 Luglio 2018 ore 16:00

Nuova udienza oggi nel Tribunale di Busto Arsizio per il processo a Giovanni Bernardini, l’imprenditore stalker dell’eurodeputato Lara Comi.

Stalker Comi, la difesa chiede di attenuare gli arresti domiciliari

“Attenuare la misura cautelare nei confronti dell’imputato Giovanni Bernardini”. E’ la richiesta avanzata oggi dal legale della difesa nel corso dell’udienza in Tribunale di Busto per il conferimento dell’incarico per la perizia psichiatrica disposta la scorsa settimana dal giudice Valeria Recaneschi. Attualmente Bernardini, imprenditore veneto già finito in carcere e ai domiciliari per il suo comportamento “morboso” verso l’esponente politico saronnese, si trova agli arresti domiciliari.

“Richiesta non opportuna”

Ad opporsi alla richiesta sia l’avvocato della parte civile, Mario David Mascia, sia la Pubblica Accusa, rappresentata dal Vice Procuratore Onorario Fabio Portera. Mascia ha espresso la sua “ferma opposizione” alla richiesta, ritenendola “non opportuna”. Questo, per via sia del conferimento dell’incarico per una perizia che acclari la capacità di intendere e di volere di Bernardini, sia dell’ordinanza del Tribunale del Riesame dello scorso ottobre. In  quell’ordinanza, precedente al “ritorno alla carica” di Bernardini nei confronti di Comi,  si parla di “totale incapacità di autocontrollo” dell’imputato. Inoltre, nella stessa ordinanza Mascia ha fatto notare che “come precisato dalla stessa difesa, Bernardini non è persona abituata a concepire un rifiuto”, e che vi si evidenziavano “i tratti patologici che, in assenza di un concreto programma di supporto psicologico che consenta di superare quella che pare essere diventata una vera e propria ossessione, non consentono di ritenere affievolito il rischio di recidiva”. Il giudice ha aggiornato le parti al 27 settembre per l’esame della perizia e la discussione. Riservandosi di decidere in quella sede sulla richiesta della difesa.

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