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Sanità

Sette Laghi, i sindacati alzano la voce: “Situazione insostenibile, così non si può andare avanti”

Dai turni di 12 ore al blocco delle ferie, tra chiusure di reparti e trasferimenti improvvisi. I sindacati: "Dalla dirigenza scelte tardive e sbagliate. A pagarne gi effetti, oltre al personale, sono i cittadini e i pazienti"

Sette Laghi, i sindacati alzano la voce: “Situazione insostenibile, così non si può andare avanti”
Cronaca Varese, 24 Marzo 2021 ore 11:22

I sindacati dei dipendenti dell’Asst Sette Laghi denunciano una “situazione insostenibile” e “inaccettabile” nell’azienda ospedaliera: “Un anno dopo non si può ancora intervenire con le stesse ricette”.

Sette Laghi, i sindacati insorgono

Turni da 12 ore, ferie bloccate, riposi che saltano, trasferimenti improvvisi e reparti che aprono e chiudono “a fisarmonica”, a seconda dell’andamento dei contagi e dei ricoveri. Un anno dopo lo scoppio improvviso dell’emergenza Covid i sindacati, tutti, attivi nell’Asst Sette Laghi accendono i riflettori su cosa avviene quotidianamente all’interno degli ospedali dell’azienda ospedaliera di Varese. “Siamo esattamente allo stesso punto di partenza – lamentano – Se prima alcune azioni e riorganizzazioni potevano essere giustificabili con l’improvvisa pandemia oggi non sono più accettabili”.

“Dopo un anno – continuano – abbiamo personale con forte stress lavorativo, stanchi e fisicamente non ce la fanno più a sopportare questi ritmi. L’azienda si giustifica dicendo che arriva piano assunzioni, attivato però in modo tardivo, come sempre. I nuovi colleghi non saranno disponibili prima di maggio/giugno”.

Le conseguenze di questi ritmi e riorganizzazioni sono un aumento del rischio di errore, burnout, aumento del tasso di assenteismo e un carico di stress diventato insostenibile. “Devono stare tutti zitti e buoni – aggiungono – chi ha provato a dire qualcosa ai media, a scrivere sui social, si è preso un provvedimento disciplinare.

Poche assunzioni

Scelte che sarebbero rese ormai necessarie per la carenza di personale. Rispetto l’anno scorso però le risorse statali e regionali per il potenziamento del personale ci sono, come dimostrano anche i recenti bandi attivati (e appunto, fanno notare i delegati, tardivi). “Sono stati stanziati 2 milioni dalla Regione per nuove assunzioni. Nei numeri del personale da 2019 a 2021 c’è un incremento degli infermieri del 5,2%, che non sono andati nei reparti dove si fanno le 12 ore ma ad aprire nuovi servizi e infatti si continua a saltare i riposi e a bloccare le ferie. Nel triennio è poi diminuito di quasi il 18% il personale di supporto creando una carenza che deve essere colmata dagli infermieri. I medici sono aumentati del 18%, la dirigenza del 19%. Ma se si aumentano i medici, gli infermieri e il personale di supporto devono crescere di pari passo. Le assunzioni promesse a inizio anno sono state fatte col contagocce rispetto le reali esigenze che ci portiamo dietro da tempo. A questi si unisce l’effetto di pensionamenti e Quota 100”.

Appalti ed esternalizzazioni

Nel frattempo l’Asst continua ad appaltare all’esterno i servizi, dalla gestione dei parcheggi (in attivo) alla logistica, oltre a servizi medici. “Si vende e si appalta all’esterno – aggiungono i sindacati – Prima si smantella all’interno un servizio per renderlo inefficace poi lo si appalta dicendo che è un vantaggio. Lo vediamo come va a finire, nel passato e più recentemente a Pavia con le ambulanze. La gestione pubblica non si fa in questo modo, dismettendo. Dopo che abbiamo ingegnerizzato il mondo, ingegnerizzato la logistica, rilevato un disastro complessivo, si azzera tutto e lo si da all’esterno stile Amazon”.

Scelte sbagliate

Oltre questi, ci sono tante scelte prese in questi mesi delle quali non si capiscono le motivazioni. Tra queste, ad esempio, la chiusura dell’Ospedale di Cuasso, “chiuso dopo esser stato messo in campo nella prima ondata, perchè?”. Ma anche la politica adottata per le stabilizzazioni: “Si potevano fare da tempo. I fisioterapisti hanno visto il contratto rinnovato 5 volte, poi si è chiuso il reparto per l’emergenza sospendendo anche le riabilitazioni respiratorie. Le risposte dell’Asst sono lente, fuori tempo e sbagliate”.

Dall’organizzazione interna ai vaccini: ha fatto scalpore, e continua a farlo, il caso del centro vaccini di Cittiglio che si è scoperto lavorare a una frazione minima, intorno al 10%, della sua capacità. E se l’Asst rassicura che mai un vaccino è stato sprecato, è anche vero che a conti fatti se ne sono fatti molti meno di quelli potenziali. “Sabato 10 infermieri hanno vaccinato in tutto 11 persone. La risposta dell’Asst è che Aria ha fatto casino, però gli infermieri ci chiamavano, chiedevano di aprire le liste di riserva e non si è fatto nulla”.

Le richieste dei sindacati

Chiare e nette le richieste dei sindacati all’Asst Sette Laghi: “Chiediamo la sospensione dei turni dei 12 ore, non più sopportabili dai lavoratori e un grosso fattore di rischio per i pazienti. Chiediamo la fine del modello organizzativo a fisarmonica, non si può andare avanti con l’apri/chiudi. E’ chiaro che si deve arrivare a una stabilizzazione dell’organizzazione per far fronte a una situazione ormai consolidata. Pretendiamo lo sblocco delle ferie e dei permessi per garantire il riposo psicofisico ai dipendenti e un freno alla privatizzazione continua che in tempo di pandemia è inaccettabile e su queste vogliamo vedere un’analisi costi-benefici viste le esperienze fallimentari e costose del passato”.

“Il personale addetto all’assistenza, gli infermieri, non ce la fanno più – concludono – Si deve porre fine a questa situazione, cosa vogliono dal personale, strappargli la pelle di dosso? La gente muore perchè non si riesce più a star dietro al lavoro, lo diciamo per il bene dei cittadini”.

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