Cronaca
Groane

Sette anni e mezzo al 30enne che rapinava i ciclisti nel Parco delle Groane

In Tribunale lui ha negato ogni responsabilità i quanto, in quel periodo, stava spacciando in altre zone

Sette anni e mezzo al 30enne che rapinava i ciclisti nel Parco delle Groane
Cronaca Groane, 14 Luglio 2022 ore 09:00

Sette anni e mezzo di reclusione per una serie di rapine aggravate a Kamal Chakiri, il “terrore dei ciclisti” del Parco delle Groane, arrestato ad agosto di un anno fa dopo una serie di rapine violente nei boschi della zona di Ceriano Laghetto.

Sette anni e mezzo al 30enne che rapinava i ciclisti nel Parco delle Groane

La sentenza nei confronti del marocchino di 30 anni senza fissa dimora è stata pronunciata la scorsa settimana dal collegio giudicante presieduto dal magistrato Elena Sechi. Ad ammanettare l’uomo erano stati i carabinieri della tenenza di Cesano Maderno. La rapina più violenta l’aveva subita un 40enne brianzolo, assaltato brutalmente mentre pedalava sui sentieri sterrati delle Groane, e finito all’ospedale con vari traumi facciali dopo essere stato ripetutamente colpito con forza al viso. Ma non era stata l’unica rapina commessa ad agosto scorso da un 30enne pregiudicato marocchino, arrestato per almeno cinque attacchi ai danni di appassionati di mountain bike, che si avventuravano nei percorsi segnati in mezzo alla boscaglia tra i Comuni di Ceriano Laghetto e Solaro, al confine tra le province di Monza e Milano.

Prendeva di mira ciclisti soli e rubava loro la mountain bike

Tutte aggressioni piuttosto violente, tanto che due delle cinque vittime avevano avuto bisogno delle cure del pronto soccorso. Il nordafricano si nascondeva in mezzo alla vegetazione, e prendeva di mira ciclisti soli, e in sella a modelli costosi di mountain bike, che in qualche caso valevano anche 5-6mila euro. Li gettava a terra e fuggiva pedalando sulla bici rapinata. I carabinieri lo avevano individuato e sottoposto a fermo, dopo averlo bloccato all’interno del Bosco delle Groane, noto per problemi di spaccio di droghe pesanti. Il 30enne era stato dunque condotto in carcere.

In tribunale ha scelto di difendersi affrontando il dibattimento, rimediando però una condanna esemplare, sostenuta, da parte dell’accusa, dal pubblico ministero Franca Macchia. Al processo, il nordafricano ha negato di essere responsabile delle rapine, dicendo che in quel periodo spacciava droga altrove.

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