Lodi

Sequestrata nel Lodigiano la più grande piantagione di marijuana in Italia: più di 115mila piante

Un sequestro record in quella che, formalmente, risultava essere un'azienda produttrice di canapa light

Sequestrata nel Lodigiano la più grande piantagione di marijuana in Italia: più di 115mila piante
Cronaca 26 Ottobre 2020 ore 13:13

Sequestrata nel Lodigiano la più grande piantagione di marijuana mai vista in Italia: 115.800 piante. Come riportano i colleghi di primalamartesana.it  sono state denunciate due persone per produzione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e per intermediazione illecita di manodopera. Ufficialmente, quella doveva essere una coltivazione di canapa light ma le analisi hanno rilevato fino al 14% di Thc.

Sequestrata nel Lodigiano la più grande piantagione di marijuana mai vista in Italia: 115.800 piante

Alcune pattuglie di finanzieri del Gruppo di Lodi impiegate nei giorni scorsi in attività di contrasto ai traffici illeciti e di controllo economico del territorio, insospettiti da un forte odore caratteristico della canapa indiana, hanno fatto irruzione in fondo agricolo sito nel Comune di Borghetto Lodigiano (LO).

Il quadro che si è presentato ai militari è stato sorprendente, una piantagione di larga scala di marijuana dove all’interno operavano sei persone di nazionalità extra-UE intente nella coltivazione e raccolta delle infiorescenze.

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Non era “canapa light”

I successivi accertamenti hanno permessi di constatare che due cittadini di nazionalità italiana, Marcello Fiasconaro (classe 1996), di Vizzolo Predabissi, e Gianluca Diazzi (classe 1999), di Segrate, hanno dato vita ad una società agricola dedita alla produzione della c.d. “canapa light”, attività di per sé lecita se le sementi utilizzate sono caratterizzate da un quantitativo minimo di principio attivo denominato THC il cui valore non può superare lo 0.6 % in rapporto al peso, così come stabilito dalla Legge n. 242 del 2016.

L’esito degli esami di laboratorio disposti dalla Procura della Repubblica di Lodi ha, invece, rivelato un valore che ha raggiunto anche il 14% di THC di gran lunga superiore a quello consentito. Inoltre, i titolari dell’azienda agricola non sono stati in grado di esibire la documentazione contabile, la cui tenuta è obbligatoria per legge, attestante gli acquisti e la specifica natura della semente utilizzata nella coltivazione che avrebbe permesso di ricostruire l’intera filiera agroindustriale.

115.800 piante

I finanzieri hanno quindi proceduto al sequestro dell’intera piantagione composta da 115.800 piante di marijuana per un peso complessivo di 10 tonnellate che, qualora fosse stata posta in commercio avrebbe procurato un profitto di diversi milioni di euro.

Due denunciati

I due cittadini italiani, all’esito delle escussioni testimoniali dei lavoratori extracomunitari sono stati deferiti alla Autorità Giudiziaria, oltre che per la violazione prevista dall’articolo 73 del DPR 309/1990 connessa alla produzione e detenzione illegale di sostanze stupefacenti, anche per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro di cui all’articolo 603 bis del codice penale.

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