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La storia

Rinato grazie alla Neuroradiologia Interventistica del Circolo...e le api ringraziano

Due anni dopo l'apicoltore Tesser è finalmente uscito dal tunnel in cui era entrato dopo un malore improvviso. Il suo ringraziamento all'equipe che gli ha salvato la vita: "Sono rinato. Ho un solo appunto: migliorate il menù!"

Rinato grazie alla Neuroradiologia Interventistica del Circolo...e le api ringraziano
Cronaca Varese, 21 Maggio 2021 ore 11:38

Emorragia da aneurisma cerebrale, nel 2019 per l'apicoltore Federico Tesser inizia un calvario di operazioni, controlli e visite che due anni dopo, grazie all'equipe dell'Ospedale di Circolo, gli ha permesso di rinascere.

Giugno 2019: lo svenimento e l'inizio

E' una bella mattina del giugno 2019 e il signor Federico Tesser è al lavoro come sempre tra le sue arnie a Castello Cabiaglio in Valcuvia, provincia di Varese. Si sente male, cade a terra svenuto, si ustiona con l'affumicatore che stava maneggiando, le api lo pungono ripetutamente. Un parente che era con lui chiama il 112, pochi secondi e dalla centrale del Numero Unico l'allarme arriva all'elisoccorso e ai Vigili del Fuoco che accorrono prontamente.

Ma che cos'ha il signor Tesser?

E' forse uno shock anafilattico causato dalle punture degli insetti? Dall'elicottero che lo sta trasportando a Varese si preallerta il Pronto Soccorso dell'Ospedale di Circolo. Appena sbarcato viene eseguita una TAC. Arriva l'equipe del dottor Andrea Giorgianni che subito intuisce la gravità del caso: si tratta di una emorragia da aneurisma cerebrale rotto e bisogna intervenire subito. Si entra dall'arteria femorale e si arriva al cervello dove si ripara il danno vascolare, si contiene l'emorragia. Poi il paziente viene trasferito in Terapia Intensiva e si aspetta sperando che il cervello riesca a riprendere appieno la sua funzionalità.

Dopo qualche giorno Federico riapre gli occhi e vede i volti gentili e rassicuranti delle due anestesiste la dottoressa Erica Adale e la dottoressa Valentina Squillace che lo porteranno fuori dal tunnel. Federico dovrà tornare e farsi sistemare definitivamente quel maledetto vaso sanguigno: ci si mette anche il Covid ma finalmente il 15 ottobre dell'anno scorso il dottor Giorgianni gli applica uno stent vascolare e la via crucis del nostro coraggioso apicoltore può dirsi conclusa.

"Sono vivo per miracolo"

"Sono vivo per miracolo - dice il signor Tesser ancora commosso -  grazie alla tempestività della macchina dei soccorsi e all'intervento del dottor Giorgianni che ha curato subito l'aneurisma cerebrale. Dopo questa esperienza sono cambiato: apprezzo di più le piccole gioie della vita, la famiglia e ovviamente le mie api. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al mio salvataggio: dai ragazzi del Numero Unico che hanno capito subito dove mi trovavo, all'equipaggio dell' eliambulanza, al personale del Pronto Soccorso del Circolo e ovviamente al dottor Giorgianni e a tutte le equipe della Neuroradiologia, Neurochirurgia e Terapia Intensiva Neurochirurgica che mi hanno riportato alla vita. Un pensiero grato anche al team della Chirurgia Plastica che mi ha curato le scottature causate dall'affumicatore."

Intervento delicato

"Si è trattato di un intervento molto delicato - sottolinea il dottor Giorgianni, formatosi in Neuroradiologia Interventistica tra Niguarda e Varese, dove lavora ormai da 12 anni in un reparto di 8 medici diretta dal dottor Fabio Baruzzi - Quello che conta sono la rapidità nella diagnosi e la possibilità di intervenire prima che il danno diventi irreparabile. Certo ci vuole una equipe specializzata e di pronta disponibilità H24 e per fortuna del signor Tesser noi a Varese ce l'abbiamo."

"Grazie infinite. Però migliorate il menù"

Ora la vita per Federico è ripresa ma ci tiene ancora a ringraziare tutti, anche i Carabinieri accorsi sul posto, il Vigile del Fuoco che lo ha tratto in salvo dalle api, gli infermieri del 118. "Siete tutti invitati a casa mia a Casciago a gustare il mio miele! Se posso fare un appunto - conclude Tesser - migliorate il menù, dopo un po' non ne potevo più di brodini e purè!".