Groane

Riconsegnata alla famiglia la piastrina del soldato Ciocca ritrovata nell’ex bosco della droga

L'hanno riportata ai familiari il vicesindaco di Ceriano Laghetto, Dante Cattaneo, e il volontario Arturo Paro, detto "Serpico" che l'ha ritrovata sotto terra nel boschetto della droga.

Riconsegnata alla famiglia la piastrina del soldato Ciocca ritrovata nell’ex bosco della droga
Groane, 18 Ottobre 2020 ore 12:00

La piastrina del soldato di Casirate Antonio Ciocca, classe 1920, caporale dell’esercito nella Seconda Guerra mondiale, è tornata in mano ai familiari. Era stata ritrovata sotto terra in un bosco di Ceriano Laghetto che i volontari stavano ripulendo con un metal detector. La consegna si è tenuta oggi, venerdì, alle 18.30 nella sala consiliare del Comune.

La piastrina del soldato torna in famiglia

Era stato un ritrovamento incredibile quello che i volontari del comune di Ceriano Laghetto, piccolo Comune in provincia di Monza e Brianza, avevano fatto mentre stavano ripulendo il “boschetto della droga”. Dal terreno era emersa una piastrina militare con le incisioni – una volta ripulita con cura da “Serpico”, alias il volontario Arturo Paro – ancora ben visibili. Era appartenuta ad Antonio Ciocca, classe 1920, di Casirate d’Adda. Sulla piastrina erano riportati anche i nomi dei genitori, come si usava ai tempi, nel caso un soldato fosse caduto in guerra. Il Comune di Ceriano Laghetto, dopo il ritrovamento, si era subito mosso per rintracciare i parenti del soldato a Casirate così da poter organizzare la riconsegna del prezioso ricordo. In poche ore sono state rintracciare le figlie Giuseppina e Maria Teresa che gestiscono un piccolo negozio di alimentari e rivendita pane a Casirate in provincia di Bergamo, un piccolo comune della Bassa Bergamasca vicino a Treviglio. Il ritrovamento le ha lasciate stupefatte: quel boschetto, infatti, ha ritornato una piastrina (probabilmente) sepolta lì dal 1944. Venerdì pomeriggio, è stata riconsegnata ai familiari di Ciocca.

L’incontro in sala consiliare a Casirate

Le sorelle Ciocca e la nipote hanno subito contattato l’Amministrazione comunale di Ceriano Laghetto per accordarsi sulle modalità di riconsegna della piastrina. Consegna che si è tenuta oggi, venerdì 16 ottobre, alle 18.30 nella sala consiliare di Casirate al Centro civico “I Cento Passi” di via Bergamina. Il sindaco Manuel Calvi, in compagnia di Maria Teresa Ciocca e della figlia e alla presenza del consigliere regionale Giovanni Malanchini, hanno accolto il vicesindaco di Ceriano Laghetto, Dante Cattaneo, e il volontario “Serpico” che hanno riconsegnato ai familiari di Antonio Ciocca la preziosa piastrina militare. Il primo cittadino di Casirate, poi, ha donato ad Arturo Paro un attestato di ringraziamento. Questo il testo:

Al signor Arturo Paro detto “serpico”
i nostri ringraziamenti per aver ritrovato e aver voluto riportare a Casirate d’Adda un frammento di storia del nostro paese.
Il sindaco Manuel Calvi

Come sia finita lì  resta un mistero

Come e quando la piastrina del soldato casiratese sia finita sotto terra, a Ceriano Laghetto, resta un mistero. “Non lo sappiamo proprio – hanno raccontato al nostro Giornale le figlie di Antonio Ciocca -. Papà aveva combattuto la Seconda Guerra Mondiale, ma non sappiamo in quale corpo, però, né dove fosse di stanza in quei terribili anni. L’unica cosa che, una volta tornato a casa, ci aveva raccontato era la prigionia in Germania per cinque anni, in un campo di concentramento nazista. Papà era un macellaio e, diceva, non ha mai amato usare il fucile… E di quegli anni da internato ricordava le patate, che gli davano da mangiare e che i prigionieri ingurgitavano anche con la buccia per la fame… Non ha più voluto saperne di mangiarle”.
Una volta rientrato a Casirate Antonio Ciocca, per tutti “Tunì il macellaio” (per via del suo lavoro), ha sempre lavorato prima a bottega in una macelleria che c’era vicino alla piazza del paese e poi in un negozio in via Tommaso Grossi, a pochi metri da dove la figlia Giuseppina ha la sua attività storica in paese. “Papà poi è venuto a mancare il 19 febbraio del 2002”, avevano concluso le figlie.

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