Un complotto?

Radio Maria, padre Livio shock sul Covid: “Progetto criminale portato avanti dalle èlite mondiali”

Il Direttore dell'emittente si difende dalle critiche e rilancia: "Fino a prova contraria, a mio parere resta sul tavolo l’ipotesi che possa essere stata provocata volutamente"

Radio Maria, padre Livio shock sul Covid: “Progetto criminale portato avanti dalle èlite mondiali”
Comasca, 17 Novembre 2020 ore 12:07

Hanno fatto scalpore le parole pronunciate da padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, emittente con sede ad Arcellasco d’Erba. Negli ultimi giorni il sacerdote ha parlato di Covid come “progetto criminale portato avanti dalle èlite mondiali”. Insomma, tutto un complotto.

Radio Maria, il direttore e il Covid “Progetto criminale portato avanti dalle èlite mondiali”

Il cospirazionismo dove non te lo aspetti. Il Covid come “progetto” per un “colpo di stato sanitario e massmediatico”. L’ultima voce non si alza da qualche strano gruppo di complottisti ma da padre Livio, direttore di Radio Maria, a ruota libera in diretta radiofonica ha detto la sua sul Covid e l’emergenza coronavirus:

“La mia convinzione è che questa epidemia è un progetto, non è uscita per caso dai laboratori di Wuhan. Si è sviluppata come progetto preciso, un fatto voluto. Sapete come la penso: è un progetto attribuito al demonio. Lo scopo è quello di creare un passaggio repentino, una specie di colpo di stato sanitario e massmediatico. Un progetto volto a mettere in ginocchio, dittatura sanitaria e cibernetica – ha dichiarato, come riporta Prima Como – Per me questa epidemia è un progetto criminale portato avanti da èlite mondiali per costruire il mondo dopo, senza Dio. Mettere in ginocchio l’umanità, spogliandola, in balia del potere ed eliminare tutti quelli che non stanno a questo gioco e realizzare così il mondo di Satana”.

Le reazioni

Le parole di don Livio non sono passate inascoltate e hanno subito sollevato critiche da tutto il Paese, lanciate per lo più, come ormai spesso accade, sui social. A difenderlo, il leghista Simone Pillon. “Dire la verità costa caro, da sempre. Tutta la mia solidarietà a padre Livio”, ha scritto. E il religioso ha risposto alle polemiche con un comunicato sul sito di Radio Maria:

“Ho letto i social ma non mi sono impressionato per le reazioni. Siamo nel campo delle opinioni, che per loro natura si possono cambiare. Col tempo forse vedremo più chiaro, ma per il momento ci sono troppe cose oscure che creano confusione e agitazione. Personalmente ho ritenuta questa pandemia molto pericolosa e capace di mettere in crisi tutto quello che di buono abbiamo realizzato per il miglioramento della vita dal dopoguerra in poi. Di qui la mia insistenza ad ogni trasmissione sulla necessità di comportamenti virtuosi per evitare la diffusione del virus. Per quanto riguarda l’origine della pandemia ho avuto fin dall’inizio l’impressione che non fosse casuale. Mi è parso un fenomeno troppo grosso per essere tale. Mi ha inoltre fatto pensare il fatto che proprio l’Occidente sia la parte del mondo più colpita di altre. Probabilmente non sapremo mai qual è l’origine della pandemia ma, fino a prova contraria, a mio parere resta sul tavolo l’ipotesi che possa essere stata provocata volutamente. Mi auguro di no e vorrei essere smentito. Può anche essere che l’uscita del virus da qualche laboratorio di armi biologiche sia stata un infortunio. Se fosse vero (e spero di no) che la pandemia sia un progetto provocato da chi vuole costruire un “uomo nuovo” e  “un  mondo nuovo” sulle nostre spalle e a nostra insaputa, è ovvio che per  un cristiano la mentre ispiratrice non può essere che il maligno”.

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