Cronaca
Tradate

Primo intervento dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità nell'area territoriale di Tradate.

Prima uscita, a Castiglione Olona, del team in forze nella Casa di Comunità di via Gradisca

Primo intervento dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità nell'area territoriale di Tradate.
Cronaca Tradate, 14 Febbraio 2022 ore 14:52

L'équipe, composta da 12 professionisti formati appositamente allo scopo, è di stanza nella Casa della Comunità di via Gradisca 12 a Tradate.

Il lavoro dell'Infermiere di Famiglia e di Comunità

Nel Punto Unico di Accesso (PUA), che accoglie gli utenti all'ingresso. Ma il loro lavoro si svolge prevalentemente al domicilio dei pazienti, selezionati innanzitutto tra coloro che,  dimessi dall'Ospedale di Tradate, presentano particolari condizioni di fragilità e di esigenze socio-assistenziali.

Il compito principale dell'Infermiere di Famiglia è infatti quello di colmare l’offerta sociosanitaria nell'ambiente di vita del paziente, coniugando le competenze più propriamente sanitarie con le necessità sociali e sociosanitarie, attraverso interventi educativi, specialistici e di relazione tra paziente,  familiari, caregiver, Medici di Medicina generale, specialisti ospedalieri, assistenti sociali, Comuni e Terzo Settore.

Il primo intervento

La prima paziente a beneficiare di questo servizio è un'ottantenne di Castiglione Olona, dimessa dal Galmarini pochi giorni fa.

A raggiungerla a casa, gli infermieri Tommaso Bardelli e Alga Cascioli,  entusiasti di iniziare:

"Andare a casa dei pazienti, ascoltarli nel loro ambiente di vita, conoscere i loro famigliari offre opportunità eccezionali per comprendere i reali bisogni della persona e rispondere con maggiore efficacia. Instauri un rapporto più diretto, più completo, recuperi il significato pieno del nostro lavoro, che va oltre l'assistenza e abbraccia la cura in tutte le sue declinazioni".

L'infermiere di famiglia, infatti, offre un servizio ampio, che parte da una valutazione multidimensionale, comprensiva degli aspetti clinici, ma anche del contesto familiare e abitativo.

"Non ci limitiamo a registrare i parametri dei pazienti - aggiungono - Parliamo con loro, chiediamo come si sentono davvero, come si trovano nel loro contesto di vita. Conosciamo i famigliari che li aiutano o il caregiver e non ci limitiamo a dare consigli utili ma, laddove necessario, attiviamo i servizi che meglio rispondono alle loro esigenze grazie alla stretta collaborazione con i medici di base, con l'ufficio di piano e i comuni, oltre che ovviamente con i nostri colleghi di tutte le articolazioni di ASST Sette Laghi e con il Terzo Settore".

Ma il ruolo dell'infermiere di famiglia, come suggerisce il nom

e, va ancora oltre: partendo dal paziente, questo servizio si propone di prendersi cura dell'intero nucleo familiare, sia intervenendo con indicazioni e prestazioni sanitarie, sia promuovendo la cultura della salute, in termini di prevenzione, corretti stili di vita ma anche di corretto utilizzo dei servizi offerti dal Sistema SocioSanitario e Sociale integrato lombardo.

Resta sempre aggiornato sulle notizie del tuo territorioIscriviti alla newsletter