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Preso a calci e pugni per rubare delle cuffie del valore di pochi euro

Per divincolarsi dalla loro morsa, non avendo soldi con sé, la giovane vittima gli ha lanciato contro il cellulare e poi è fuggito a tutta velocità verso casa

Preso a calci e pugni per rubare delle cuffie del valore di pochi euro
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Stava passeggiando in via d’Assisi, vicino alla stazione di Gerenzano, quando all’improvviso è stato accerchiato da una «baby gang» che l’ha aggredito e pestato solo per rubargli le cuffie del cellulare.

Preso a calci e pugni per le cuffie del cellulare

Il violento episodio è avvenuto intorno alle 22 di giovedì, quando un ragazzino stava rientrando a casa e, come sua abitudine, stava camminando ascoltando la musica tramite le cuffie collegate al suo smartphone. All’improvviso si è però ritrovato accerchiato da tre giovani incappucciati per non farsi riconoscere, uno giunto in bicicletta mentre gli altri due a piedi. Purtroppo la strada era deserta e il gerenzanese non ha trovato nessun passante a cui chiedere aiuto. Se ne sono approfittati i tre delinquenti che prima lo hanno buttato a terra e poi hanno iniziato a picchiarlo, intimandogli di consegnare i soldi che aveva in tasca, il cellulare e le cuffie.

Per divincolarsi dalla loro morsa, non avendo soldi con sé, la giovane vittima gli ha lanciato contro il cellulare e poi è fuggito a tutta velocità verso casa, dove, comprensibilmente terrorizzato, ha raccontato tutto quello che gli era successo ai genitori. Insieme hanno poi provveduto a sporgere denuncia contro ignoti ai Carabinieri.

Qualche contusione e un paio di cuffie da pochi euro

Al di là del grande spavento e di qualche ferita causata dai pugni e dai calci della «baby gang», l’aggressione e la rapina si è conclusa senza danni materiali, perché il giovane non era uscito con il denaro e le cuffie rubate valevano solo pochi euro. Il cellulare è invece stato ritrovato nel punto in cui il gerenzanese l’aveva lanciato per distogliere l’attenzione dei tre aggressori. Quest’ultimi sono infatti scappati con le tasche vuote, consapevoli che a nulla sarebbe valso rubare un cellulare che il proprietario avrebbe bloccato poco dopo.

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