Emergenza

La Regione chiede di non fermare gli abbattimenti dei cinghiali. Codacons: “Immotivata strage”

Secondo l'assessore l'arrivo della malattia porterebbe "un danno incalcolabile" all'economia lombarda. Il Codacons: "Decisione folle che vuole giustificare l'uccisione gratuita di migliaia di cinghiali"

La Regione chiede di non fermare gli abbattimenti dei cinghiali. Codacons: “Immotivata strage”
Varese, 18 Novembre 2020 ore 11:07

L’assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi ha difeso ieri le attività di selezione e abbattimento dei cinghiali attaccando lo stop alla caccia disposto dal Governo tra le misure per la zona rossa, spiegando che sono l’unico strumento per combattere la peste suina. Il Codacons si oppone.

Peste suina e caccia al cinghiale, nuovo scontro

Non solo incidenti e danni alle attività agricole, la presenza in sovrannumero, e spesso incontrollata, dei cinghiali rappresenta anche un rischio sanitario legato alla diffusione della peste suina. Una malattia che, ha spiegato ieri l’assessore Fabio Rolfi, rischierebbe di mettere in ulteriore crisi l’economia della Lombardia dove si trova il 53% dei suini allevati in Italia.

“Un danno incalcolabile – ha dichiarato –  Servono azioni concrete, non chiacchiere. Le Regioni sono lasciate sole, gli agricoltori abbandonati nonostante le promesse dei ministri competenti e dei loro sostenitori. A oggi non ci sono misure concrete, le iniziative delle Regioni vengono impugnate dal Governo e i piani per contenere la fauna selvatica vengono attaccati dalle associazioni pseudoambientaliste”.

Il riferimento è alle ultime norme di contrasto al coronavirus, che fermano la caccia e le attività di selezione, deciso dal Governo e che avrebbe come conseguenza l’ulteriore proliferare dei cinghiali. Uno stop a cui Lombardia e Piemonte si sono opposte chiedendo un passo indietro a cui però Roma ha chiuso.

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Codacons: “Strage di animali, la Lombardia si fermi”

Parole, quelle di Rolfi, che hanno subito fatto sollevare le proteste degli ambientalisti, da sempre contrari all’abbattimento dei cinghiali. E che ha fatto sollevare anche il Codacons, la stessa associazione che a fine luglio annunciava un esposto in Procura dopo l’ennesimo incidente causato da un cinghiale nel Comasco, e che definiva l’invasione di cinghiali “un dato allarmante”:

“La richiesta dell’assessore Rolfi è quella di allungare il periodo di caccia, favorendo una specie di ‘liberalizzazione’ che comporti quindi una vera e propria strage di questi animali nell’assoluta impunità – ha commentato Marco Donzelli, presidente Codacons – Una decisione folle che vuole giustificare l’uccisione gratuita di migliaia di cinghiali presenti sul territorio, che non può e non deve essere seguita. Non solo per ragioni etiche, ma anche perché la stessa EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha dichiarato come la caccia non sia uno strumento efficace per ridurre le dimensioni della popolazione di cinghiali selvatici in Europa. Anzi, i cacciatori, con le loro prassi di eviscerazione potrebbero diffondere in maniera incontrollata il virus. Tutto questo è vergognoso e deve essere fermato”.

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