Cronaca

Natale in Pediatria a Varese, le foto dell'arrivo di Babbo Natale

Finita la cena, tanta tristezza tra i corridoi del Del Ponte per un Natal lontano dai propri casi. Poi le note di una melodia natalizia e il campanaccio e... "Oh Oh Oh"

Natale in Pediatria a Varese, le foto dell'arrivo di Babbo Natale
Cronaca Varese, 27 Dicembre 2021 ore 09:02

Il Natale è passato in tutte le case, anche in Pediatria al Del Ponte. Natale in ospedale, dove si è soli con il proprio bambino e il COVID rende ancora tutto più difficile.

Natale in pediatria al Del Ponte

È finita la cena ed è ora di andare a nanna. Un po' di tristezza arriva inesorabilmente. Non si è a casa, con i propri affetti, non si è sereni. Essere ricoverati, a Natale, è doppiamente difficile.

Piano piano però una dolce melodia natalizia si diffonde in tutto il reparto, le luci del corridoio si abbassano, si sente un classico tintinnio di campanellini e un “Ohhh Ohhh” con la voce grossa, sembra di percepire il rumore degli zoccoli delle renne. Mamme, papà e bambini non credono ai propri occhi! Il vero Babbo Natale è lì, portato da Il Ponte del Sorriso, carico di giochi per tutti.

Ci sono tanti piccolini, che rimangono incantati, come Cecilia che non riesce più a smettere di guardare quel simpatico vecchio con la barba bianchissima. E poi c’è la mamma di due gemellini, che fin dalla mattina aveva dimostrato il suo dispiacere di essere in ospedale proprio il 25 dicembre, sul cui viso compare un sorriso grande, grande.

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Tra i pochi grandi c’è una ragazzina di 9 anni, purtroppo positiva, che nei giorni scorsi aveva detto all’educatrice di aver chiesto a Babbo Natale uno zainetto con materiale scolastico. Desiderio esaurito e dalla felicità ha mandato subito le foto alle sue amichette.

Insieme ai giochi vengono consegnati i bellissimi disegni con gli auguri realizzati dalla 5 A della Scuola Manfredini di Varese e della 4 C della Scuola Primaria IC Olgiate Comasco. Immancabile la fetta del panettone da 5 kg donato dall’Associazione Panificatori di Varese.

E così la tristezza lascia il posto alla commozione, qualche lacrima di gioia spunta e l’ospedale sembra sempre più casa.