Cronaca
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Mozzate, imbrattata la statua del Papa

La statua di Papa Giovanni XXIII, che da anni abbellisce la piazza di Santa Maria Solaro, è stata imbrattata con una vernice blu.

Mozzate, imbrattata la statua del Papa
Cronaca Comasca, 04 Giugno 2022 ore 13:50

Mozzate, un vandalismo sacrilego ha sconvolto i residenti di San Martino e dell’intera comunità: la statua di Papa Giovanni XXIII, che da anni abbellisce la piazza di Santa Maria Solaro, è infatti stata imbrattata con una vernice blu.

Mozzate, imbrattata la statua del Papa

L’episodio è stato denunciato nella giornata di venerdì, quando i residenti sono rimasti sotto choc di fronte all’ennesimo atto vandalico: questa volta però non si è trattato di un danno, comunque grave, nel parcheggio sotterraneo di via Santa Maria o contro cartelli stradali e cabine telefoniche, ma di una mancanza di rispetto verso i tanti fedeli che in quella statua vedevano un punto di riferimento. Qui per esempio, in occasione della Pasqua ortodossa, i cittadini di origini ucraine avevano acceso le candele in ricordo delle tante vittime di guerra. E sempre qui purtroppo era già avvenuto un sacrilego atto vandalico ai danni del presepe che, ogni anno in occasione delle festività natalizie, viene montato dai volontari del rione Solaro. «Siamo indignati per quanto avvenuto ai danni della statua in piazza a San Martino, che ricopre un importante valore simbolico per un’intera comunità. E’ un gesto assurdo e certamente ingiustificabile», commenta senza mezzi termini il sindaco Luigi Monza, che ricorda anche l’importante servizio di controllo del territorio operato dagli agenti della Polizia locale e dai Carabinieri della stazione cittadina, finalizzati alla prevenzione e al contrasto di fenomeni simili. Per Monza maggiori controlli e soprattutto prevenzione devono rappresentare una soluzione al problema: «E’ indubbio che la pandemia e le pesanti misure restrittive abbiano avuto un pesante effetto sui giovanissimi, con tutti i disagi che ne sono conseguiti. Il Comune è sempre pronto a sensibilizzare le famiglie e a coinvolgere le scuole, come già sta facendo, promuovendo progetti sociali che servano a prevenire questi fenomeni e a evitare l’abbandono scolastico».

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