Legnano

Maltrattamenti alla scuola materna di Legnano: rinvio a giudizio per l'educatrice

Le indagini a marzo dopo le denunce di cinque mamme. Le telecamere dei carabinieri ripresero sberle, pizzicotti e rigide punizioni

Maltrattamenti alla scuola materna di Legnano: rinvio a giudizio per l'educatrice
Pubblicato:
Aggiornato:

Maltrattamenti aggravati ai danni dei bambini di una scuola dell'infanzia privata di Legnano: chiuse le indagini sull'educatrice 42enne di Nerviano per la quale era già scattata una misura interdittiva.

Maltrattamenti aggravati: il pm chiede un rinvio a giudizio e due archiviazioni

Il pubblico ministero di Busto Arsizio Flavia Salvatore, che ha coordinato l'inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio per lei e l'archiviazione per la dirigente scolastica e per un'altra educatrice della materna. Le indagini erano partite nel marzo dello scorso anno, a seguito delle denuncia presentata da cinque mamme di altrettanti bambini che frequentavano la classe in cui insegnava la maestra. I Carabinieri della Compagnia di Legnano avevano collocato delle telecamere nascoste all'interno dell'istituto e i filmati avrebbero immortalato grida, insulti, rigide punizioni, sberle, scappellotti e pizzicotti. L'insegnante avrebbe preso di mira in particolar modo un bambino di origine straniera.

L'educatrice era stata licenziata e le era stata anche notificata un'interdittiva

A giugno 2021 era scattato il licenziamento. Il 18 settembre poi gli uomini dell'Arma avevano notificato alla donna la misura interdittiva, per la durata di un anno, della sospensione dall’esercizio pubblico di insegnante. Ma non solo. Perché la 42enne non potrà esercitare attività di educatrice all’interno di scuole frequentate da minori di età, di attività di baby sitter, di attività imprenditoriali o di lavoro autonomo che implichino la cura e/o l’insegnamento nei confronti di minori.

Ora la parola passa alla difesa e poi al giudice per l'udienza preliminare

Ora la palla passa in primis alla difesa, che potrà depositare una propria memoria o chiedere un nuovo interrogatorio, dopodiché al giudice per l’udienza preliminare per la scelta del rito.

Seguici sui nostri canali