Influenza

Lunedì le prime dosi ai medici di base: inizia la campagna vaccini

Ats Insubria: "Le dosi ci sono per tutti, chiediamo solo un po' di pazienza"

Lunedì le prime dosi ai medici di base: inizia la campagna vaccini
Varese, 15 Ottobre 2020 ore 12:47

Sono 431.650 le dosi di vaccino destinate al territorio dell’Ats Insubria, di cui 300mila destinate con le prime forniture da lunedì ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta. Lunedì inizia ufficialmente la campagna vaccinale: si partirà con i pazienti allettati e i più fragili, poi gli over 65 e gli operatori sanitari.

Campagna vaccini al via

Si parte, pur tra mille polemiche, con la nuova campagna vaccinale. L’obiettivo, ancor più degli anni scorsi, è arrivare a vaccinare il più alto numero di persone, soprattutto tra le categorie a rischio. Obiettivo dettato in maniera particolare quest’anno dall’emergenza coronavirus, come ha spiegato il Direttore Sanitario di Ats Insubria Giuseppe Catanoso: “Avere un’alta copertura garantisce un minore afflusso di pazienti negli studi dei medici di base e nei Pronto Soccorso nel momento in cui l’influenza comparirà nei territori. Inoltre, permetterà di distinguere i soggetti con sintomatologia influenzale e da Covid”.

Ridurre mortalità e complicanze gravi

Sul lato dell’influenza, il vaccino permette di ridurre il rischio di conseguenze gravi in caso di infezione, ha ribadito la dottoressa Annalisa Donadini: “Ricordiamo che l’influenza è comunque una patologia infettiva che può diventare grave e dare complicanze severe, fino al decesso. E quest’anno la cocircolazione con il Sars Cov2 è motivo in più per estendere la vaccinazione a tutti i soggetti fragili, con patologie croniche, appartenenti alle categorie a rischio e agli over 65.

Vaccino antinfluenzale, un aiuto anche contro il Covid

Il vaccino può essere di grande aiuto quindi anche nella lotta al coronavirus. Gli ultimi dati pubblicato dicono che, guardando alla situazione di marzo e aprile, il vaccino antinfluenzale fornisce una protezione aspecifica di circa il 30% anche contro il Covid. Inoltre, come detto, riducendo gli afflussi in ospedale e studi medici si riduce di pari passi il rischio di contagio, da Covid e non. Con un alleato in più rispetto al passato: i dispositivi di protezione individuali ormai diventati di uso comune che, ha fatto sapere il Presidente della Commissione Regionale Sanità Emanuele Monti hanno contribuito a ridurre a un sesto il numero di casi di influenza in Australia, dove la stagione influenzale è già passata.

L’organizzazione

In vista di una campagna influenzale più intensa e complicata degli anni passati lo sforzo organizzativo di Ats Insubria è stato importante: oltre ad Ats e medici di base (tutti aderenti i 903 del territorio) sono stati coinvolti Comuni e Province che hanno messo a disposizione oltre 90 sedi aggiuntive per somministrare i vaccini. Le prime 100mila dosi saranno pronte tra lunedì e i primi di novembre. “Attorno a metà novembre – ha precisato la dottoressa Maria Cristina Della Rosa – il resto delle dosi  entro fine novembre inizio dicembre per completare la campagna la campagna. Il vaccino c’è, i medici l’avranno in tempi brevi. La raccomandazione è di avere un po’ di pazienza“.

Il dottor Sessa ai colleghi: “Non devono avanzare”

Non mancano le criticità, evidenziate dal medico di Base Aurelio Sessa: “Ci saremmo aspettati un inizio un po’ anticipato come lanciato dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute, almeno di un mese. Anticipare la vaccinazione poteva aiutarci a distinguere i pazienti con influenza da quelli Covid. Ora invece, che viviamo la seconda ondata, la prima domanda dei pazienti è “è Covid?”. Quest’anno poi si ribalta quanto fatto negli anni scorsi, vaccinando prima i fragili allettati e poi gli ultra 65enni e le categorie a rischio”. Ma ci sono anche aspetti positivi, su tutti la varietà di vaccini a disposizione: “Possiamo personalizzare il nostro intervento di prevenzione vaccinale cercando di portar a casa la miglior risposta immunogena per ciascun paziente. Altro fatto positivo – ha aggiunto Sessa – il poter allargare la coorte di vaccinari anche a età inferiori ai 65 anni e ai bambini, sempre ritenuti gli ‘untori’ dell’influenza”. Il medico chiude con un appello ai colleghi:

“Non devono avanzare vaccini, non restituiamoli, vacciniamo più persone possibili e lo stesso vale per antipneumococcico”.

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