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Le maschere da snorkeling respiratori d’emergenza: un’azienda comasca stampa le valvole per trasformarle

Si cercano persone disponibili a mettere a disposizione le loro maschere; il Comune di Limido lancia un appello.

Le maschere da snorkeling respiratori d’emergenza: un’azienda comasca stampa le valvole per trasformarle
Comasca, 25 Marzo 2020 ore 17:21

Le maschere da snorkeling della Decathlon diventano respiratori, di cui c’è davvero estremo bisogno negli ospedali di tutta la Lombardia. Quelli comaschi compresi che si stanno dedicando senza sosta alla cura dei pazienti colpiti da Covid 19. Già consegnate diverse maschere “adeguate” per questo compito dall’azienda comasca 3DP World.

Le maschere da snorkeling respiratori d’emergenza

Alberto Canali e Barbara Ferrari sono i proprietari di un’azienda che rivende stampanti. Di certo mai avrebbero pensato che sarebbero diventati protagonisti della lotta al Covid 19. “L’idea del progetto è di una società di Brescia che collabora con l’ospedale di Chiari. Sono loro che, con l’aiuto di un ex primario, hanno pensato di utilizzare le maschere e hanno messo a punto una valvola per collegarle all’ossigeno degli ospedali – spiega Barbara – Non è un dispositivo medico ovviamente ma serve a sopperire alla mancanza di caschi cpap (respiratori, Ndr)”.

E’ a questo punto che Barbara e Alberto hanno deciso di mettersi in gioco. “Questi ragazzi hanno messo il brevetto delle valvole a disposizione gratuitamente per uso pro bono – prosegue la comasca – Noi non abbiamo fatto altro che scartare delle stampanti 3D che avevamo in magazzino per metterle in funzione e iniziare a stampare le valvole”. Una volta create le valvole però bisognava accertarsi che funzionassero. Difficilissimo però in piena emergenza trovare le maschere per fare una prova. I negozi Decathlon erano chiusi e per le spedizioni online servivano settimane. Da lì l’appello sui social di Barbara a chi ne avesse un paio a disposizione a casa. “La risposta delle persone è stata eccezionale, ci sono arrivate le prime due, le abbiamo modificate e fatte testare all’ospedale Valduce che ci ha detto che funzionavano – aggiunge Barbara – Così abbiamo avviato la ‘produzione’. Ne abbiamo già consegnate 11 al Valduce che ne ha richieste 30 e ne abbiamo date 5 al Sant’Anna da provare”.

Come rendere disponibili le proprie maschere

Ora però servono più maschere possibili e Barbara e Alberto fanno appello a chi ne abbia qualcuna a casa da donare. “Ne abbiamo già ricevuto moltissime in città – spiega Barbara – Grazie all’aiuto del Questore di Como Giuseppe De Angelis la Polizia le ha recuperate presso le abitazioni dei cittadini che le avevano rese disponibili. Ora stiamo facendo la stessa cosa in altri Comuni grazie alla collaborazione delle Polizie Locali. Dovrebbero arrivarne diverse a breve da Lipomo, Limido Comasco, San Fermo della Battaglia e da Albavilla, Albese e Tavernerio”. Le indicazioni per chi vuole rendere disponibile le proprie maschere. Se avete una maschera originale easybreath Decathlon e volete metterla a disposizione degli ospedali di Como affinché diventi presidio d’emergenza per qualcuno che sta davvero male, vi preghiamo di segnalarci la vostra disponibilità esclusivamente via mail all’indirizzo info@3dpworld.it. Nel testo inserite il vostro nome e cognome, l’indirizzo completo e un recapito telefonico e nell’oggetto soltanto il Comune di ritiro.

L’appello del Comune di Limido

Come forse avrete sentito una azienda di Brescia ha prodotto un brevetto che, andando a modificare delle maschere per immersioni commercializzate da Decathlon, riesce a produrre dei respiratori che in questo momento sono fondamentali. Una ditta di Como ha recepito il brevetto e ha deciso di produrle per donarle all’Ospedale Valduce di Como: hanno però bisogno delle maschere che soprattutto in questo momento sono difficili da recuperare. Chiediamo quindi a voi cittadini di Limido Comasco, se siete in possesso di queste maschere, di consegnarle entro domani alle ore 16 portandole presso la Piazzetta dei Donatori di sangue in via Roma, a fianco del Comune dove si trova anche il centro pensionati. Le maschere devono essere chiuse in sacchetti e non saranno comunque restituite. E’ un piccolo gesto che davvero questa volta in concreto può salvare delle vite sul nostro territorio. Dimostriamo, pur essendo un piccolo paese, di essere una grande comunità.

L’Amministrazione Comunale

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