Tradate

Radici e liquami sotto corso Bernacchi: "Era una fogna a cielo aperto"

Le radici trovate dentro e intorno ai tubi non dovrebbero comportare conseguenze per la stabilità del filare. Con gli scavi di Enel però si arriverà a scavare a ridosso delle piante

Radici e liquami sotto corso Bernacchi: "Era una fogna a cielo aperto"
Cronaca Tradate, 08 Settembre 2021 ore 09:51

La prima tranche di lavori su corso Bernacchi ha riempito di discussioni la coda della stagione estiva tradatese. L'attenzione, d'altronde, era massima: il cantiere per la sostituzione della fognatura avrebbe per primo rivelato la situazione del sottosuolo, e soprattutto delle radici degli alberi del filare. Ieri, martedì 7 settembre, in conferenza stampa il sindaco Giuseppe Bascialla ha fatto il punto della situazione.

Corso Bernacchi, "una fogna a cielo aperto"

A controllare da vicino i lavori non c'era solo l'Amministrazione ma anche i membri del Comitato per gli Alberi di Piazza Mazzini, che lunedì sera avevano evidenziato l'assenza di radici nella fognatura e la presenza di "solo alcune radichette". Rilievo parzialmente condiviso dal sindaco e dagli assessori Alessandro Morbi e Vito Pipolo: "Le radici erano invasive, come si può vedere dalle foto scattate - ha spiegato Morbi - Ma si trattava delle ultime propaggini, quindi l'averle tagliate non dovrebbe rappresentare alcun problema per le piante".

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Il problema vero è stato un altro: tra terra e radici nelle tubature e perdite praticamente corso Bernacchi si trovava privo di una fognatura.

"Non pensavamo di trovare una situazione così disastrosa - ha commentato il sindaco - era tutto un pozzo a perdere, con le conseguenze di rischio per la salute e problemi per l'ambiente che possiamo immaginare. Ora si dovrà capire cosa potrebbe succedere agli alberi che per decenni si sono cibati dei liquami e delle sostanze chimiche che vi erano contenute e ora ne sono privati".

Materia da esperti rimarcano dalla giunta, che per ora non si esprime sul futuro degli alberi. "Quel che è certo è che la distanza degli alberi da quei primi scavi e l'assenza di grosse radici nella zona non potranno permettere a nessuno di dire che eventuali problemi siano dovuti a questi lavori - ha aggiunto Bascialla - nè la situazione precaria della fognatura che avremmo dovuto fermarli, come qualcuno aveva chiesto".

I prossimi interventi

Quelli per la fognatura però, come detto, erano solo i primi scavi. E i prossimi saranno ancora più delicati. Non tanto quelli per la sostituzione della tubatura idrica, più in superficie e lato negozi, quanto quelli per la rete Enel che invece correranno proprio a ridosso del filare e che potrebbero fare maggiori grattacapi. "Saranno a pochi centimetri dagli alberi - ha anticipato Morbi - e non possiamo spostare il tracciato dato che si devono tenere delle distanze di sicurezza dalle altre tubature. Anche questi lavori non possono essere rimandati, dato che come visto nell'ultimo anno al minimo problema sulla rete elettrica i cittadini si trovano a dover fare conti con disagi e black-out".

Il futuro del filare

Si attende, quindi, per decidere del futuro del filare, rimandando il verdetto forse a una nuova perizia post-lavori che possa rilevare eventuali conseguenze sulla salute e lo stato delle piante. Ricordando però che nella perizia dell'agronomo incaricato dal Comune si riteneva opportuna la loro rimozione non unicamente per motivi di salute e stabilità ma anche per una valutazione costi/benefici (aspramente contestata dal Comitato) ed estetici: si parlava di un intervento di sostituzione per "perfezionare l'aspetto compositivo" del filare.

"Aspettiamo i prossimi lavori, poi vedremo il da farsi - ha chiosato il sindaco - Siamo per altro ancora in attesa di poter leggere la relazione dell'agronomo Zanzi e del Comitato, e di ricevere le firme della loro petizione".