Storie sotto l'ombrellone

Lascia famiglia e lavoro per vivere in Calabria: «Qui sono le mie radici»

A 37 anni Alessandro Frontera ha ascoltato il desiderio del cuore.

Lascia famiglia e lavoro per vivere in Calabria: «Qui sono le mie radici»
Cronaca Valle Olona, 24 Agosto 2021 ore 09:00

«Le mie radici le sento qui. Fin dal primo giorno in cui sono tornato, mi sono sentito a casa».

Lascia famiglia e lavoro per trasferirsi in Calabria

La storia di Alessandro Frontera è il racconto della natura: quella dei grandi alberi della Sila, del mare, dei colori e dei giganti dei boschi magici, ma anche quella di sé, riscoperta e ritrovata, desiderata da sempre e finalmente ascoltata. Da agente di commercio in giacca e cravatta, insofferente dello stress da città e da traffico, a promotore della sua terra di origine e camminatore per passione e per vocazione. Da Gorla Maggiore a Umbriatico, borgo dalla storia millenaria arroccato sulla roccia tra le colline, terra di frazioni e campagne, di serate fresche e giornate assolate. E’ stata la scelta compiuta due anni e mezzo fa: «La mia è stata una emigrazione al contrario, una risposta al desiderio che avevo nel cuore. Ho lasciato i miei genitori, mio fratello e tanti amici, ho abbandonato un lavoro sicuro, e sono partito. Inizialmente per 6 mesi sabbatici, per mettere alla prova questa forte voglia di cambiamento, che ben presto ho capito essere la cosa giusta». Una scelta coraggiosa, passata da un cammino in solitaria di dieci tappe, da Cirò Marina a Paola, dallo Ionio al Tirreno, attraverso il parco della Sila e i suoi boschi, tra lunghi sentieri isolati e scorci da meraviglia sui mari. Un itinerario che è diventato un libro: «Calabbria cost tu cost». Il racconto di un viaggio, ma anche di un percorso interiore, che diventano invito per tutti a scoprire una terra affascinante piena di storia e di bellezza. A quel primo cammino, ne sono poi seguiti altri due. E dalla Calabria Frontera non ha più intenzione di ripartire. «Nella mia vita gorlese non mi mancava nulla, eppure ogni estate tornando qui sentivo forte l’appartenenza. A 37 anni ho fatto una scelta coraggiosa, che poteva sembrare un colpo di testa giovanile in tarda età, ma che è stato l’ascolto di un richiamo. Il paese tranquillo tra le colline dove ora vivo è la mia dimensione, lontano da frenesie e traffico delle città e con tanti progetti da coltivare». Famiglia, affetti e amicizie mancano, ma vince la vita dolce a stretto contatto con la natura e con i ritmi di una terra sapiente: «Non rinnego Gorla Maggiore, sarebbe rinnegare me stesso. Tutte le esperienze vissute lì, ora mi stanno tornando utili. Anche qui le opportunità ci sono, bisogna saperle vedere e saperle creare. La mia sfida è sviluppare un’idea di turismo che può dare frutti. Abbiamo luoghi che piacciono, dobbiamo essere bravi a portarci le persone. Poi ci pensa la Calabria ad affascinare».

Matteo Garoni, La Settimana 24 dicembre 2020