Feste a distanza

Il primario del Sacco Galli: “Il Natale? Per come lo conoscevamo prima, ce lo siamo giocati”

Secondo il primario del Sacco le nuove misure sono "una scommessa a tre settimane", difficile vedere risultati misurabili prima. E invita a prepararsi a delle festività "diverse" dal passato

Il primario del Sacco Galli: “Il Natale? Per come lo conoscevamo prima, ce lo siamo giocati”
Varese, 05 Novembre 2020 ore 15:22

Il primario dell’Ospedale Sacco di Milano Massimo Galli è intervenuto al Forum Sistema Salute. “Forse non ci siamo giocati il Natale – ha dichiarato – Ma rispetto a quello a cui eravamo abituati ce lo siamo giocati comunque”. E secondo il virologo, sarà difficile vedere gli effetti delle ultime misure saranno visibili solo verso la fine del mese.

L’infettivologo Galli: “Risultati tangibili in tre settimane”

Gli ormai famosi 14 giorni necessari per vedere gli effetti delle nuove restrizioni potrebbero non bastare. A spiegarlo il virologo Galli, Direttore delle Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano. Il motivo è semplice: “Quello che stiamo sopportando ora è già in cammino, non cancelliamo con un provvedimento le infezioni in corso: è una scommessa a tre settimane“. A conti fatti, ciò significherebbe una conferma della zona rossa in Lombardia per almeno un mese, fino alla scadenza del Dpcm. “Mi auguro – ha aggiunto – che le misure non siano tardive”.

Un Natale diverso

Quel che è certo per l’infettivologo è che in un certo senso “il Natale ce lo siamo giocati”.  Che non significa rassegnarsi a un lockdown il 25 dicembre ma iniziare a prepararsi a salutare, almeno per quest’anno, tavolate di parenti, grossi festeggiamenti e visite di casa in casa per gli scambi dei doni. Il rischio sarebbe quello di vanificare tutti gli sforzi fatti:

“Abbiamo fatto un grande sacrificio, c’è stato un massacro economico, poi c’è stata la fine del lockdown e la riapertura. ‘Dobbiamo convivere con il virus’ dicevano i tecnici, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Convivere con il virus non significa fare quello che si faceva prima quando non c’era, vuol dire rispettare un insieme di regole anche molto fastidiose. E’ il caso di fare una programmazione e introiettarla da subito”.

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