Cronaca
Schianno

I funerali del piccolo Daniele: due comunità e un intero territorio in lutto

La diretta dal campo da calcio dell'oratorio San Luigi di Schianno, già gremito per l'ultimo saluto a Daniele Paitoni

Cronaca Valle Olona, 07 Gennaio 2022 ore 14:05

Inizieranno alle 14.30 i funerali del piccolo Daniele Paitoni, ucciso dal padre Davide per punire l'ex moglie.

La diretta della funzione funebre trasmessa dalla pagina Youtube dell'oratorio San Luigi di Schianno:

L'ultimo saluto al piccolo Daniele

Il campo da calcio riempito di sedie, sei corone di fiori sotto a uno striscione con le foto che lo ritraggono sorridente e spensierato come tutti i bambini dovrebbero essere.

A Schianno, nel campo da calcio dell'oratorio San Luigi, c'è più del già infinito dolore di una famiglia spezzata da un atto criminale di così forte violenza. Ci sono due comunità, di Gazzada Schianno e di Morazzone, ci sono amici, conoscenti, insegnanti, educatori sconvolti da quanto successo sabato e scoperto domenica mattina. Increduli, e distrutti, per una tragedia che forse poteva essere evitata.

Accanto a loro anche i rappresentanti delle due comunità e di quelle di tutto il territorio (come il Presidente della Provincia Emanuele Antonelli, presente con la fascia, e il consigliere regionale Pd Samuele Astuti) che in forme diverse si sono voluti unire al cordoglio e al lutto proclamato dai sindaci di Morazzone e Gazzada.

Fuori dai Municipi di Azzate, Castronno, Lozza, Castiglione Olona, Venegono Superiore Carnago e Cairate le bandiere sono a mezz'asta, con sindaci e assessori che saranno presenti alla funzione. Rappresentanti delle comunità e vertici dell'Arma, i militari che si erano subito dati da fare per individuare e arrestare Davide Paitoni e che hanno trovato il corpo del piccolo, senza vita, dentro a un armadio.

In tanti già presenti al Rosario, in attesa dell'arrivo del feretro dove ci sarà anche un peluche di Pikachu, che Daniele aveva chiesto alla Befana e donato alla famiglia. Tutt'attorno, i palloncini bianchi e azzurri che saranno liberati al termine della funzione, per accompagnare Daniele in cielo.

4 foto Sfoglia la gallery

L'arrivo del feretro di Daniele:

Dopo l'ingresso della bara bianca posizionata davanti alla struttura allestita per l'altare, la parola al parroco don Stefano Silipigni che ha ringraziato i tantissimi presenti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni, per il grande abbraccio alla famiglia. Poi, spazio ai ricordi, di vicini di casa, e alle riflessioni, alle domande.

"Cari famigliari, non sarà facile vivere la mancanza fisica. Danielino ci sarà vicino, sarà un angioletto per tutti noi e ci darà la forza per vivere questo dolore. Vogliamo ricordarti sorridente e felice, siamo sicuri che da dove sei ora continuerai a guardarci, sorriderci e volerci bene".

"Forse lo stiamo facendo tutti ma io davvero me lo chiedo. Come si sopravvive a una cosa del genere? Tutti ci sentiamo attoniti, impotenti, disarmati di fronte a tanto dolore. E quel senso di definitivo che ha cambiato tutto ci ammutolisce. Questa tragedia getta tutti in grande smarrimento e quando tutto questo polverone si sarà depositato, quando il clamore cesserà e un po' alla volta torneremo alle nostre vite, cosa resterà? Daniele non è  una notizia. Daniele è un bambino: correva, andava a scuola, sorrideva, giocava. Ma non diventerà grande. Penso ai suoi amici, vittime anche loro private al loro diritto alla spensieratezza. Per chi lo conosceva, questa violenza è troppo forte, pari soltanto al vuoto che rimane. Ci sentiamo tutti madri e tutti figli ma anche tutti nonni, zii, fratelli e sorelle e più di tutto siamo tutti amici, in una rete di mani intrecciate, invisibili ma forti, a stringerci a protezione di coloro che stanno soffrendo così immensamente.  Ho sentito dire infinite volte grazie, in risposta a un abbraccio, stretta di mano, uno sguardo. Non so per cosa, mi sento inadatta a trovare qualche parola per questa insensatezza. vedo in quegli occhi addolorati una compostezza, un vivere la sofferenza con un coraggio che taglia ancor di più il fiato. Forse anche Fede vacilla in questo momento ma è unica cosa ci separa dall'orlo di quel baratro di disperazione in cui si sentono quelli che restano, l'ultima ancora di speranza cui aggrapparsi che vorremo tutti pensare possa diventare un paio d'ali, a sorreggere il peso del cuore. Resti una preghiera, di quelle che parole non hanno, un profondo raccolto di silenzi, cerchiamo di fare qualcosa di buono per squarciare il buio che ci avvolge e cerchiamo di pensare a Daniele non come l'immagine della sofferenza che ci sconvolge ma come tutto il contrario di ciò che la morte rappresenta. Pensiamolo così come esattamente resterà: un'esplosione di gioia, e colori, e vita".

Don Silipigni: "Non esiste il rifugiarsi dietro le leggi"

Una lunga e intensa omelia quella del parroco, che più volte si è concentrato sull'innocenza di Daniele, paragonandola a quella di Gesù, e sulla sua allegria che il religioso aveva conosciuto in prima persona tra oratorio e catechismo.

Il parroco ha ricordato il passaggio del Vangelo in cui Gesù prende un bambino, lo mette tra gli adulti nel Tempio e dice che chi non avrebbe saputo diventare come il piccolo non sarebbe entrato nel Regno dei Cieli.

"Un regno in cui il valore fondamentale consiste nel vivere e crescere come i bambini, grazie all'amore che ricevono, e che restituiscono con altrettanto. Che non si può comprare ma solo dare e ricevere gratuitamente.

Ma Gesù non era nè ingenuo nè buonista. Sapeva bene che alcuni adulti si lasciano confondere, si corrompono a vicenda, si contendono il potere e si dimenticano di ascoltare i più piccoli. Lui ha accusato chiaramente quei grandi che disprezzavano i più piccoli, e lo ha pagato a caro prezzo. Aveva puntato dito sui grandi senza misericordia, quelli che usavano la violenza, quelli che per arricchirsi rendevano poveri gli altri. Caro Daniele, abbiamo l'impressione che noi adulti dovremmo ascoltare di più voi bambini e ragazzi, troppe volta la vostra voce è inascoltata, fraintesa o non udita affatto. I diritti degli adulti a volte hanno il sopravvento su diritto che voi avete di essere protetti. Ogni presunto diritto nei vostri confronti deve decadere se non coincide con il dovere da parte dell'adulto di curarvi adeguatamente, di prendersi cura di voi e cercare prima il vostro bene. I bambini non hanno solo il linguaggio della parola, parlano con silenzi, sguardi, col pianto, col sorriso. Noi adulti dobbiamo ascoltarli e non esiste il rifugiarci dietro le leggi. Non possiamo dire "la legge lo consente", è troppo comodo. Gesù andava oltre la legge, in nome di un bene più grande non c'è legge che tenga.

Anche tu come Gesù sei stato travolto dalla violenza e dalla morte. Noi davanti alla tua piccola bara bianca siamo come le donne quel pomeriggio sul calvario e sperimentiamo il buio della tua assenza e della violenza agita contro un innocente. Quel venerdì pomeriggio di tanti anni fa alle 15 c'era buio su tutta la terra. Ma Gesù morendo in quel modo è stato come un seme che ha portato vita, amore infinito nel cuore degli uomini che ha risvegliato in noi la forza di amare. La sua croce innocente con la tua morte da innocente sono come un'offerta di debolezza capace di sprigionare una forza immensa che si chiama desiderio di amare e salvezza".

Il messaggio della famiglia

Al termine della funzione, è stato letto un messaggio da parte della famiglia. Un messaggio che ha voluto ringraziare, con poche parole, "tutti coloro che stati vicini in un momento così tragico. Dalle autorità ai carabinieri, al personale sanitario intervenuto dopo il fatto, gli educatori, l'oratorio, le maestre, gli amici i parenti e tutti coloro che per propria parte si sono stretti intorno e li hanno sostenuti e continueranno a sostenerli in questo cammino di dolore. Grazie davvero di cuore".

3 foto Sfoglia la gallery

In fondo al campo, una cassetta per raccogliere le offerte a favore di scuola e oratorio per iniziative a memoria del piccolo Daniele e per aiutare la parrocchia a sostenere realtà che si occupano di minori, nel ricordo del bambino.

L'ultimo, toccante, momento, all'uscita del feretro bianco, accompagnato da un fragoroso applauso misto a tante lacrime e dal volo dei palloncini.