Menu
Cerca
Venegono Superiore

I cittadini si riprendono il bosco: primo intervento contro la discarica degli spacciatori nel Parco

Residenti e istituzioni in campo: raccolti quintali di rifiuti, smantellati gli avamposti dei pusher

I cittadini si riprendono il bosco: primo intervento contro la discarica degli spacciatori nel Parco
Cronaca Tradate, 13 Febbraio 2021 ore 15:19

Stamattina, sabato 13 febbraio, una ventina di persone hanno risposto all’appello di residenti del Pianbosco di Venegono Superiore e del Comune, armandosi di sacchi, guanti e tanta, tantissima buona volontà. Ma il lavoro non è finito, e già si preparano nuove mattinate di pulizia.

I cittadini si riprendono il bosco

Il bilancio della prima mattinata di pulizia è stato di tre-quattro accampamenti smantellati, una ventina di volontari in campo, una decina di viaggi del pickup della Protezione Civile e dei furgoni di Comune e Parco Pineta, centinaia di sacchi pieni dell’immondizia che spacciatori e clienti avevano accumulato tra la boscaglia. E non è ancora finita.

13 foto Sfoglia la gallery

Per terra di tutto, dalle batterie per auto a cellulari, attrezzi e ciò che resta della vita tra i boschi di chi usa i boschi come piazza di spaccio: coperte, vestiti, bottiglie, lattine, scatolette e rifiuti di ogni tipo.

Stamattina però quell’angolo del Parco Pineta invaso dai rifiuti e segnalato nelle scorse settimane da alcuni residenti ha ripreso vita. In campo c’erano abitanti del Pianbosco e del paese, i volontari della Protezione Civile e l’addetto comunale con l’assessore all’Ecologia Fabrizio Passannante e le Guardie Ecologiche del Parco Pineta con il Presidente Mario Clerici. Tutti rimasti a bocca aperta, in senso negativo, quando si sono trovati davanti l’enorme distesa di rifiuti. Una montagna, che un po’ alla volta si è abbassata.

Spacciatori in fuga

Tra gli alberi, in alcune posizioni “strategiche” ben nascoste ma in grado di offrire una buona vista verso la strada e numerose vie di fuga, sono stati trovati e smantellati anche diversi accampamenti, alcuni chiaramente usati fino a quando i volontari non hanno fatto capolino nel bosco e abbandonati di fretta. Ed è qui che si sono trovati quattro cellulari usati dai “residenti” delle tende di fortuna, oltre alle batterie delle auto usate per caricarli e alle tracce di diversi focolari, a dimostrazione che certe frequentazioni non sono solo un problema di sicurezza legato alla droga ma anche di rischio incendi.

“Non abbiamo finito ma vinceranno i cittadini”

Sul campo resta ancora tanto da raccogliere, forse si è solo a metà dell’opera. Ma già ci si prepara alle prossime uscite. “E’ stata una giornata proficua e molto importante perchè è un primo passo per riappropriarsi di questi luoghi – ha commentato Passannante – Non sarà l’ultima. Nei prossimi giorni ci coordineremo con i residenti del Pianbosco e col Parco Pineta per le prossime uscite, forse già da settimana prossima”. Servono braccia e mezzi: nonostante il sopralluogo non ci si aspettava una situazione come quella venuta alla luce e alcuni punti sono troppo impervi per una bonifica “amatoriale”.

“Cittadini primi custodi”

Soddisfatto anche il Presidente del Parco Pineta Clerici. “Per prima cosa perchè questa giornata è nata e si è svolta grazie ai cittadini, che come ripeto sono i primi guardiani e custodi del Parco Pineta. Hanno partecipato in tanti e hanno dato prova di quanto tengano al loro territorio e questo è fondamentale. Faremo la nostra parte, in settimana eseguiremo un sopralluogo per cercare di capire come intervenire in maniera ancora più forte. Le immagini di oggi daranno nuova forza alle richieste di un intervento deciso degli organi preposti, perchè una volta ripulito il bosco resti pulito”.